giovedì 21 agosto 2014

Luchino Visconti

Ossessione (1943)
La terra trema (1948)
Bellissima (1951)
Siamo donne (1953)
Senso (1954)
Le notti bianche (1957)
Rocco e i suoi fratelli (1960)
Boccaccio '70 (1962) - episodio Il lavoro
Il Gattopardo (1963)
Vaghe stelle dell'Orsa (1965)
Le streghe (1967) - episodio La strega bruciata viva
Lo straniero (1967)
La caduta degli Dei (1969)
Morte a Venezia (1971)
Ludwig (1972)
Gruppo di famiglia in un interno (1974) - 4/5
L'innocente (1976)

Visconti (1906-1976) è stato uno dei più importanti registi italiani. Al suo film Ossessione si deve la nascita del neorealismo. Noto per i suoi film di ricostruzione storica, con grandiose scene di massa e fastose messinscene, ha realizzato anche capolavori più intimi come Gruppo di famiglia in un interno. Uomo ricchissimo e coltissimo, si circondava di collaboratori abituali (De Santis alla fotografia, Mannimo alla direzione musciale) ed ebbe alcuni attori feticcio, primo fra tutti l'amante Helmut Berger.

-Gruppo di famiglia in un interno.
Italia 1974 - drammatico - 125min.

(questa recensione è più che altro un'analisi musicale, data la sua natura di lavoro universitario)

Un anziano professore di scienze americano ma di madre italiana, passa la sua vecchiaia in solitudine nel suo palazzo romano circondato da libri e quadri antichi, sprezzante nei confronti del mondo moderno; finchè una famiglia di nobiltà decadente riesce a strappargli l'affitto dell'appartamento di sopra, che lui voleva adibire a magazzino o biblioteca. Così il professore si troverà suo malgrado invischiato negli affari di questa disastrata famiglia, composta dalla marchesa Brumonti, il suo giovane amante Konrad, sua figlia Lietta ed il fidanzato di lei, Stefano (gli ultimi tre costituiscono un menage a trois all'insaputa della marchesa). Il marito della marchesa invece non compare mai, ma nel finale si scopre che ha tentato un golpe fascista non riuscito, poiché è stato venduto proprio da Konrad che si scopre essere una spia. Il giorno seguente a questa rivelazione Konrad viene trovato morto, non si sa se per un incidente domestico o per un assassinio. La famiglia lascia il palazzo ed il professore torna alla sua solitudine, ormai prossimo al trapasso.


Le musiche sono di Franco Mannino, che si serve di musiche di Mozart, in particolare l'aria “Vorrei spiegarVi, oh Dio” e frammenti della Sinfonia Concertante K 364.

Il film si apre con un forte rumore di esplosione su schermo nero; subito dopo iniziano i titoli di testa accompagnati Dall'adagio del concerto per violoncello, dalla sinfonia concertante K 364 di Mozart; si tratta di un malinconico brano per violino, violoncello e orchestra, in cui quest'ultima accompagna gli assoli degli archi. L'immagine resta fissa per molto tempo sul nastro di elettrocardiogramma, di cui alla fine scopriremo l'importanza.

Nei minuti successivi a parte i dialoghi predomina il riecheggiare dei passi nelle grandi stanze del palazzo; i passi hanno una valenza importante nel film: oltre a simboleggiare la solitudine del vecchio indicheranno l'approssimarsi della sua morte nel finale.

A 9.10 inizia Risveglio sentimentale, un brano lento e romantico per violino (altrove sarà riproposto per pianoforte; fa un po' da leitmotiv del film), corrispondente al primo ingresso degli “intrusi” nella vita del professore, che finirà inevitabilmente per essere legato a loro. Dopo qualche istante di silenzio viene ripreso a 12.00 in corrispondenza dell'ingresso in campo di Konrad.

A 17.03 si sentono dei forti colpi diegetici (anche se fuori campo) provenienti dal piano superiore, causati dai lavori in corso; potrebbero richiamare il colpo iniziale, ma si scoprirà dopo che quello è il botto dell'esplosione finale.

A 17.39 inizia Rimpianti, un pezzo d'archi che inizia con un pizzicato e poi si apre in una melodia romantica; il brano si interrompe in corrispondenza del gesto del vecchio che passa una mano sulla parete. Dopo una pausa Viene ripreso a 20.08, durante il confronto verbale tra il vecchio e Konrad.

A 24.31 inizia l'aria Vorrei spiegarvi, oh Dio!, composta da Mozart nel 1783; è una musica diegetica (Konrad fa partire il vinile). Si tratta di una cosiddetta “aria di baule” cioè quelle arie composte posteriormente per essere inserite in un'opera antecedente; in questo caso trattasi di un pezzo scritto per essere inserito nell'opera Il curioso indiscreto (1777) di Pasquale Anfossi, basata sul Don Quixote. L'aria è inserita alla fine dell'Atto I, scena 6, ed è la confessione di un amore impossibile: Clorinda, sposata ad un marchese, confessa il proprio amore ad un conte, anch'egli sposato. Perciò pur esternando i propri sentimenti gli intima di andarsene e di troncare la loro frequentazione. Il testo incarna il misto di attrazione e repulsione che legherà il vecchio alla famiglia nel corso del film. E' infatti il primo momento in cui il vecchio inizia ad essere affascinato da Konrad e la sua passione per l'arte.

A 30.14 c'è una breve ripresa di Risveglio sentimentale, suonato col piano, mentre la marchesa confessa che Konrad sia il suo amante; poi viene ripreso ancora, con i violini, a 31.04, durante un dialogo tra Lietta e la madre. Riparte poi a 34.45 mentre il vecchio e Konrad gli fa vedere la foto del quadro di cui avevano parlato: trasmette nuovamente il suo fascino.

A 38.46 il professore è infastidito dal campanello che suona con insistenza. Durante la scena c'è anche una battuta importante dell'inserviente/cuoca che dice che il professore non sopporta i rumori, nemmeno sentirla camminare per casa; altro indizio sull'importanza del rumore dei passi.

A 40.31 c'è di nuovo la ripresa di Risveglio sentimentale, dopo che il professore vede il rapporto tormentato tra la marchesa e Konrad. Subito dopo torna in cucina dove ci sono gli altri membri della famiglia e si instaura una sorta di quadretto famigliare attorno al tavolo. Poi c'è una pausa e poi riprende a 43.10 con un cambio di scena che porta ad un'altra tavola, imbandita per la cena. Però stavolta il professore finirà per mangiare da solo perchè non arriva nessuno.

A 46.00 circa inizia un altro rumore molesto, cioè il pappagallo che non si capisce cosa dica.

A 49.00 il professore sente dei passi nell'appartamento di sopra: ora sono dei criminali, più tardi sarà la morte.

A 52.24 inizia Vibrazioni, una leggera variazione sul tema principale di cui ogni tanto riprende la melodia; è un altro pezzo per archi che accompagna il dialogo tra il professore e Konrad dopo che è stato pestato, e che non vuole che si chiami la polizia. Dopo un'interruzione in cui il professore esce dalla stanza, riprende quando i due riprendono a parlare.

Nei minuti successivi ci sono nuovamente rumori fastidiosi: il pappagallo, il telefono, il campanello, voci rumorose dai piani superiori, che sembrano assediare il professore, che li ascolta chiuso in una stanza in penombra. Queste voci si fondono con quelle della scena successiva, un flashback del prof che si ricorda l'incontro con la madre.

A 1.01.23 inizia una musica di accompagnamento della scena del flashback, una melodia nostalgica per archi che sembra rimpiangere il momento passato.

A 1.03.07 c'è una brevissima ripresa del tema principale suonato col piano mentre il professore porta la colazione a Konrad. A 1.06.47 viene invece suonato dagli archi durante un dialogo tra il professore e Konrad che parla del suo passato idealista che ora ha abbandonato. Konrad gli dice che sentiva il professore camminare nell'altra stanza.

A 1.07.58 inizia Abbandoni, una tetra melodia per archi che commenta una scena in cui il professore a letto ricorda/sogna la moglie (da cui ha divorziato), in due immagini contrapposte (felice in abito da sposa e piangente ai bordi del letto). La musica pian piano fa fade out mentre è transizionata da una musica diegetica che proviene dall'altra stanza.

A 1.09.10 inizia a sentirsi la musica in questione, Testarda Io, brano pop di Iva Zanicchi, che accompagna l'orgia tra Konrad, Lietta e Stefano. Prima di andare a vedere di che si tratta il professore spegne il giradischi, dal che scopriamo che anche la musica precedente era diegetica. Il testo parla dell'amore della donna per un uomo anche se la loro storia è finita e del dolore e rabbia che questo sentimento le causa. Insomma un testo sui casini sentimentali che ben si sposa con le immagini.

A 1.16.19 c'è una ripresa brevissima del tema principale suonato stavolta da un oboe, che chiude la scena sovramenzionata.

A 1.23.49 inizia Desiderare, canzone pop di Caterina Caselli, una musica diegetica sentita dal professore proveniente dal piano superiore. Il testo parla di una donna che soffre di solitudine e desidera avere una persona vicina; il testo si sposa bene con la condizione del professore. Può considerarsi un indizio fisiognomico.

A 1.38.52 durante il monologo di Konrad (descrive il senso di euforia provato la prima volta che entrava nel letto di una nobildonna) c'è un ripresa del tema principale, suonato col piano.

A 1.43.17 il tema viene ripreso dagli archi, all'uscita di Konrad. In quest'occasione il professore prende la parola e racconta la storia (letta in un libro) della morte che passeggia nell'appartamento di sopra.

A 1.48.10 si sente l'esplosione di inizio film; il professore avverte che viene da sopra: trova Konrad morto (ucciso?). Il tema principale entra a 1.48.50 mentre il corpo esanime di Konrad viene adagiato sul divano e il professore si dispera. Continua anche nella scena seguente, l'ultima, dove si riprende il nastro dell'elettrocardiogramma iniziale, e si scopre che appartiene al professore, sentitosi male dopo l'incidente e ora costretto a letto. La famiglia si accomiata da lui che, ormai solo, sente i passi dal piano di sopra: la morte sta venendo a prenderlo. Sul suo fermo immagine finisce il film.

A 1.52.58, con l'inizio dei titoli di coda, inizia un altro frammento musicale Dall'adagio del concerto per violoncello, in tonalità più grave rispetto a quello di apertura.


Voto: 4/5

Elenco Film (ordine alfabetico)

Elenco registi - cercate velocemente con Cntrl-F o Cmd-F