giovedì 1 settembre 2011

Michael Mann

Jaunpuri (1971) - Cortometraggio
17 Days Down the Line (1972) - Cortometraggio
La corsa di Jericho (The Jericho Mile) (1979) - Film TV
Strade violente (Thief) (1981)
La fortezza (The Keep) (1983)
Manhunter - Frammenti di un omicidio (Manhunter) (1986)
Sei solo, agente Vincent (L.A. Takedown) (1989) - Film TV
L'ultimo dei Mohicani (The Last of the Mohicans) (1992)
Heat - La sfida (Heat) (1995) - 3,5/5
Insider - Dietro la verità (The Insider) (1999) - 3/5
Alì (Ali) (2001)
Collateral (2004)
Miami Vice (2006) - 3/5
Nemico pubblico - Public Enemies (Public Enemies) (2009)

Mann (1943), americano, è uno dei grandi del cinema d'azione hollywoodiano.

-Heat - La sfida
di Michael Mann - USA 1995 - azione/poliziesco - 170min.

Film imponente. E' il confronto fra due titani del cinema americano, De Niro e Pacino, in una lotta all'ultimo sangue; forse il miglior film d'azione americano degli anni '90.

McCauley, criminale di professione, organizza una rapina ad un furgone portavalori con un gruppo di banditi; gli dà la caccia Hanna, caparbio ispettore di polizia disposto a tutto pur di acciuffarlo. Si incontreranno solo due volte in tutta la vicenda. La seconda volta ad armi spianate.

La lunghezza del film è giustificata dalla gran cura con cui Mann descrive le personalità dei due interpreti principali: entrambi ossessionati dal proprio obbiettivo, ed entrambi tristemente soli. Probabilmente andrebbero daccordo se non combattessero per due fronti opposti. Ordine e disordine, legge e crimine a confronto in un duello di proporzioni epiche proposto in canoni moderni. Scandito da tre memorabili sequenze d'azione (la rapina all'inizio, la sparatoria a metà, lo scontro finale) "Heat" è il ritratto di due facce della stessa medaglia, facce che si compenetrano anzichè opporsi come bianco e nero: c'è bene e male in ciascun personaggio, perciò si fa fatica a scegliere per chi tifare. Supportata dall'eccelsa fotografia di Spinotti e dalla notevole colonna sonora di Elliot Goldenthal, la pellicola è una delle più avvincenti del decennio, un mix di azione e psicologia che intrattiene e fa riflettere.
Dopo quasi tre ore di film, il finale può lasciare un vuoto nello spettatore.

Voto: 3,5/5

-Insider - Dietro la verità
(The Insider) di Michael Mann - USA 1999 - thriller - 151min.

1995. La Brown & Williamson Tobacco Corp. licenzia il responsabile ricerca e sviluppo Jeffrey Wigand (R. Crowe), contrario all'arricchimento della nicotina presente nelle sigarette con sostanze che ne accentuano la dipendenza, senza alcuno scrupolo per la salute pubblica. Costretto da un vincolo contrattuale alla segretezza, non potrebbe farne parola con nessuno, senonchè il curatore della trasmissione televisiva d'inchiesta della CBS "60 minutes", Lowell Bergman (A. Pacino), lo contatta per una consulenza e viene a sapere della cosa. Bergman sprona Wigand a rivelare all'America la verità, ma lo scienziato deve fare i conti con minacce alla sua persona ed alla sua famiglia, oltre che a grane finanziarie di ogni tipo. Anche la CBS è oggetto di forti pressioni, arrivando a rischiare la vendita stessa dell'azienda.

Questa storia di ordinario eroismo umano e di giornalismo impegnato è raccontata dal grande Michael Mann come un thriller spionistico al cardiopalma, che per due ore e mezza tiene lo spettatore in uno stato di ansia e profondo coinvolgimento grazie a inquadrature molto vicine ai personaggi, frequente ricorso alla telecamera spalla, trama intricata e di indubbio interesse, due grandi attori principali e numerosissimi comprimari, ritmo di montaggio infallibile e colonna sonora suggestiva. E' uno di quei film che solo gli americani sanno fare. Merita sicuramente una visione, nonostante la lunghezza estenuante. E' un tour de force per Pacino e Crowe, il primo vibrante ed istrionico, il secondo dimesso e sotto le righe. E' un film da camera girato come un film d'azione, genere tipico del regista ("Collateral", Heat - La sfida). Dante Spinotti fa il suo solito pregevolissimo lavoro come direttore della fotografia.
Da vedere.

Voto: 3/5

-Miami Vice
USA 2006 - poliziesco - 140min.

Due poliziotti sotto copertura (Colin Farrell e Jamie Foxx) devono smantellare dall'interno un'organizzazione di spacciatori di droga fingendosi compratori interessati. Uno dei due però si innamora della compagna del boss (Gong Li), complicando la faccenda.

Il quid del film è la presenza di Gong Li, assolutamente a suo agio in un ruolo per lei inedito. La regia di Mann è robusta come al solito, e la sua genialità gli permette di usare il digitale per conferire realismo alla messinscena, portando a compimento quanto già visto in Collateral. La storia conta poco, e definirla banale è un eufemismo. Forse è un film per cinefili che per spettatori occasionali: serve agli addetti ai lavori per vedere un maestro all'opera, studiarne il virtuosismo stilistico nelle scene di sparatorie in notturna ed il ritmo infallibile di montaggio. Gli amanti dell'action più spinto potrebbero invece trovarlo non così spettacolare o coreografico come altri rappresentanti del genere. E' sicuramente un episodio minore nella carriera del regista, almeno per quanto riguarda sceneggiatura e temi affrontati (un catalogo di quanto già espresso da Mann nei film precedenti), ma dalla forma ineccepibile. Da segnalare anche che si tratta di una delle più convincenti prove di Farrell, mai così adatto per la parte.

Voto: 3/5

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