Right at Your Door (2006)
L'ora nera (The Darkest Hour) (2011) - 1/5
Gorak, americano, è specializzato in film di SF.
-L'ora nera
USA 2011 - fantascienza - 89min.
Due sviluppatori di software americani vanno a Mosca per presentare un progetto a degli acquirenti, ma un collega li ha preceduti fregando loro l'idea. Delusi, vanno a sbronzarsi in un locale dove incontrano due turiste americane che avevano saputo essere lì tramite post su social network. Appena il tempo di socializzare che va via la luce in tutta la città, in concomitanza con la discesa dal cielo di strani bagliori luminescenti che cadono a grappoli sull'asfalto. Chiunque li tocchi viene disintegrato. Distruzione totale!
Dura la vita del critico cinematografico, specie quando si ha a che fare con film per i quali non sembrerebbe necessario sprecare tempo per scriverci sopra qualche cosa. L'ora nera è la solita traduzione stupida italiana per The Darkest Hour, in cui il superlativo assoluto non è messo a caso. Il rimando infatti è al detto che la notte è più buia subito prima dell'alba, insomma l'equivalente del detto “every cloud has a silver lining” (ogni nuvola ha un bagliore argentato). Come volete tradurlo, “la speranza è l'ultima a morire”? “Finchè c'è vita c'è speranza”? Scegliete voi. Il punto è che finchè i nostri supereroi americani sono vivi l'umanità non scomparirà mai. Ma per non mitizzare troppo gli USA si mette in scena anche un manipolo di soldati russi abbastanza indifferenti al disastro verificatosi ed ansiosi di sforacchiare qualche ectoplasma alieno, nonché in vena di battute di dialogo da ricordare: “Benvenuto in Russia, coglione!”. Forse i produttori (fra cui il Timur Bekmambetov di Wanted e della bilogia I guardiani del giorno – I guardiani della notte) hanno affidato il progetto nelle mani sbagliate di un regista poco esperto (Chris Gorack, il cui unico altro film, qui uscito solo in home video, è un altro fantascientifico, Right At Your Door, del 2006), anche se in realtà cerca solo di salvare il salvabile. Indubbiamente la carenza principale è una sceneggiatura di Jon Spahits, inetto artefice dei dialoghi più imbarazzanti degli ultimi anni per pressapochismo, superficialità ed inconcludenza.
Gli attori non sono da meno, incapaci di conferire qualsivoglia approfondimento ai propri personaggi, a partire da Hemile Hirsch (Alpha Dog, Into The Wild) nell'interpretazione probabilmente più insulsa della sua ancora breve carriera.
Soprassedo sulla scipitezza della storia, la prevedibilità estrema, la mancanza di qualsiasi capacità da parte del film di comunicare la minima emozione (paura, tensione, ansia, divertimento, curiosità...) per segnalare il fatto più eclatante, che riguarda gli alieni di turno: essi sono invisibili! (o quasi) cioè rendetevi conto che per un'ora e mezza si assiste alla fuga dei protagonisti da...bagliori giallastri, presenze invisibili che ti fanno scomparire. A parole è difficile descrivere lo sgomento di chi assiste per 89 minuti a scene di gente che cammina spaventata per una città deserta fuggendo dal nulla. Grande genialata per risparmiare soldi, è anche una grandissima idiozia cui poi per tutto il film si tenta persino di trovare una spiegazione pseudo-scientifica (sarebbero degli esseri elettromagnetici che assorbono i minerali terresti...boh!) scadendo in una ridicolaggine che non fa nemmeno ridere.
Invece si piange a vedere questo film, e non certo per il dramma vissuto dai protagonisti. Non un'idea buona, non un guizzo di originalità.
L'ora nera del cinema è arrivata. Tremate, gente!
Voto: 1/5
Questo blog ospita recensioni di film di ogni genere ed epoca. Ogni regista ha una scheda dedicata, con l'indicazione della sua filmografia, seguita dalle recensioni dei singoli film. I film qui recensiti sono solo una parte di tutti quelli che ho visto. In basso troverete gli indici di film e registi. Per gli ultimi aggiornamenti consultate la sezione News nella colonna di destra. Le F.A.Q. sono poco più sotto. Film recensiti: 900
venerdì 27 gennaio 2012
domenica 15 gennaio 2012
Kevin Smith
Clerks - Commessi (Clerks) (1994) - 2,5/5
Generazione X (Mallrats) (1995) - 1,5/5
In cerca di Amy (Chasing Amy) (1997) - 3/5
Dogma (Dogma) (1999) - 3,5/5
Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood! (Jay & Silent Bob Strike Back) (2001) - 2,5/5
Jersey Girl (Jersey Girl) (2004) - 2,5/5
Clerks II (Clerks II) (2006) - 2,5/5
Zack & Miri - Amore a... primo sesso (Zack and Miri Make a Porno) (2008) - 2,5/5
Poliziotti fuori - Due sbirri a piede libero (Cop Out) (2010) - 1,5/5
Red State (Red State) (2011) - 3/5
Smith (1970), americano, ha ottenuto un clamoroso successo col suo film a basso budget Clerks, in cui evidentemente molti americani medi si sono riconosciuti. In seguito ha diretto prevalentemente commedie irriverenti, ma si è cimentato anche in generi opposti come il thriller/horror.
-Clerks - Commessi
USA 1994 - commedia - 92min.
Una giornata nella vita di Dante, commesso in un negozio di generi alimentari cui si reca sebbene quel giorno non toccasse a lui, e Randal, commesso in un negozio di videonoleggio lì vicino, che apre e chiude quando gli gira e preferisce passare il tempo nel negozio dell'amico chiacchierando e dicendo sconcezze.
Molto divertente, costruito per episodi, siparietti più o meno comici in cui vengono presentati personaggi grotteschi che compongono la compagine della società americana che si reca in negozi di bassa lega. Il regista gira nel negozio in cui all'epoca lavorava, quindi probabilmente il film contiene situazioni un po' esagerate ma di carattere autobiografico. Uno degli esempi più eclatanti di film di derivazione stilistica tarantiniana, coinvolge per la surreale e volgare simpatia dei protagonisti. Con le dovute cautele, può essere considerato un interessante documento sociologico.
Voto: 2,5/5
-Generazione X
USA 1995 - commedia - 94min.
Due ragazzotti lettori di fumetti sono piantati dalle loro ragazze. Tentano di riconquistarle durante un'assurda giornata al centro commerciale.
Il ritmo e la comicità spontanea del primo film vanno a farsi benedire, soppiantati da battute infelici, storia insulsa, personaggi poco accattivanti e gag più o meno riuscite. Divertenti i siparietti di Jay & Silent Bob, nonchè la comparsata di Stan Lee nella parte di sè stesso. Il resto è superfluo.
Voto: 1,5/5
-In cerca di Amy
USA 1997 - commedia - 111min.
Holden lavora come fumettista assieme all'amico di sempre Banky, che inchiostra i suoi disegni. In occasione di un Comicon a New York Holden conosce Alyssa di cui si invaghisce, ma presto scopre che è lesbica. Diventano amici, ma Holden vorrebbe dichiararsi a lei. Inoltre questa situazione mina il rapporto fra i due amici.
Al contrario dei due film precedenti (con cui questo compone una trilogia sul New Jersey) la comicità surreale lascia il posto ad una commedia sentimentale ancora pregna di battute sboccate, ma anche insolitamente fine nella descrizione psicologica dei due protagonisti e nella descrizione del cambiamento del loro rapporto. Si segue volentieri perché è in grado di dire qualcosa anche a chi non ha provato una situazione "al limite" come il rapporto illustrato nel film, perché in senso lato parla dei rapporti uomo-donna in generale, e del modo in cui i due sessi ragionano diversamente. Bel cast, con un Ben Affleck insolitamente bravo ed una bella schiera di comprimari (ancora presente il duo Jay & Silent Bob) sostengono un film la cui pecca principale è qualche lungaggine di sceneggiatura che rende la seconda metà ripetitiva e meno riuscita della prima, più leggera: retaggio dei film precedenti di Smith.
Voto: 2,5/5
-Dogma
USA 1999 - fantastico - 128min.
Due angeli cacciati dal paradiso e relegati nel Wisconsin vogliono sfruttare un'occasione per ritornare al loro mondo: per l'anniversario della riconsacrazione di una chiesa del New Jersey, il vescovo ha deciso di conferire l'indulgenza plenaria a chiunque varcherà le soglie della pieve. Urge fermarli, perchè qualora i due riuscissero nell'impresa, si dimostrerebbe l'infallibilità di Dio (che per altro è scomparso e nessuno sa dove sia andato) e tutto l'universo si distruggerebbe. Allora il Metatron, l'angelo per mezzo del quale Dio parla agli uomini, affida questa missione a Bethany Sloane, una tizia che peraltro è in crisi di fede.
Storia intricata, tantissimi personaggi, situazioni assurde, compongono questo affresco satirico verso la religione cristiana , di cui si evidenziano varie assurdità (anche se Smith fa un po' di confusione mettendoci dentro pure la figura di una Musa...). Fra mostri di escrementi e folli angeli sterminatori, la surreale commedia procede per oltre due ore in un susseguirsi di gag, alcune più riuscite di altre, incurante del buon gusto e del politically correct. Un delirio anticristiano che verrà ripreso da Smith nel ben più serio thriller Red State. Qui la baracconata alla Clerks la fa da padrone, complice la coppia Jay&Silent Bob cui sono affidati i momenti più divertenti. Il cast è forse il punto di forza del film, specie l'irresistibile Alan Rickmann che mostra di volersi divertire più che mai nel ruolo di messaggero divino asessuato. Come al solito i più bigotti potranno prendersela, ma la commedia sovversiva è un classico del cinema americano, ed affonda le sue radici nello slapstick di Mack Sennett ed il suo gusto per il suo ribaltamento di regole; la novità forse è il tema trattato, che come ben sappiamo in America è ambivalentemente dileggiato o strenuamente difeso da posizioni ultraconservatrici. Strabismo di un Paese che stampa il motto "In God We Trust" sulle sue banconote ed ha al contempo la più sviluppata industria cinematografica del porno.
Un film molto divertente che a volte eccede nell' autocompiacimento.
Voto: 3,5/5
-Jay & Silent Bob...Fermate Hollywood!
USA 2001 - commedia/grottesco - 104min.
Jay e Silent Bob scoprono che a Hollywood stanno girando un film basato su di loro, così partono per boicottarlo, dato che non hanno ricevuto soldi per i diritti di immagine.
Baracconata nonsense ricca di umorismo triviale e situazioni assurde, con attori che interpretano gente che critica i film dove loro stessi hanno recitato, finti Scooby Doo e registi impegnati in improbabili sequel. Metacinema all'ennesima potenza che fa la gioia di chi è cresciuto negli '90 (e anche un po' prima) per il citazionismo ed i rimandi a serie tv e film del periodo. Ad una prima metà spassosa subentra un secondo tempo più lento e sfilacciato, ma il divertimento è comunque garantito, se si è capaci di non prendere la vita troppo sul serio.
Voto: 2,5/5
-Jersey Girl
USA 2004 - commedia - 102min.
Ollie lavora in un ufficio stampa, ha una bellissima moglie e tutto va alla grande. Senochè la moglie muore di parto. Lo stress della perdita e del crescere da solo la bambina fa sì che si fotta con le sue mani, perdendo il lavoro. Rincasato nel natio New Jersey a casa del vecchio padre, comincia una nuova vita fra depressione, colloqui di lavoro inconcludenti e poco tempo da dedicare alla figlia. Man mano che la bambina cresce però il rapporto fra i due si intensificherà.
Smith prosegue il corso della commedia sentimentale intrapreso con In cerca di Amy, ma qui declina il sentimento nell'ottica padre-figlia, un binomio quasi per nulla usato al cinema: vi si avventura con delicatezza e un po' di melensaggine, ma è sostenuto da una storia piacevole e da bravi interpreti. L'operazione è forse meno fresca ed originale dell'altro film, ma non manca di intenerire, divertire e commuovere: emoziona, insomma. E' il primo film in cui non compare la coppia Jay & Silent Bob, la cui ultima apparizione nella filmografia del regista è nel successivo Clerks II. Da un lato dispiace, ma dall'altro è segno di una maturazione di Smith e della volontà di esplorare nuovi territori.
Gradevole colonna sonora.
Voto: 2,5/5
-Clerks II
USA 2006 - commedia - 97min.
Randal e Dante lavorano al fast food Mooby's dopo che il vecchio quick stop è andato in fumo (letteralmente). Dante sta per sposarsi e trasferirsi con la sua compagna in Florida, ma ha una situazione irrisolta con il suo capo, la seducente Becky. Nel suo ultimo giorno di lavoro al Mooby's, ne capiteranno di tutti i colori.
Passano gli anni ma non la voglia da parte di Smith di divertire in modo irriverente. Questa volta il film è a colori a tinte pastello, come l'infantilismo che pervade tutto il film: i protagonisti sono eterni bambini che non sanno o non vogliono affrontare le responsabilità del mondo adulto. Grande spasso per i cinefili a caccia di citazioni, è reso appetitoso da una bella colonna sonora e dal brio degli interpreti (ancora presente la coppia Jay & Silent Bob).
Nessuna novità di rilievo, ma...repetita iuvat, a volte.
Voto: 2,5/5
-Zack & Miri - Amore a...primo sesso
USA 2008 - commedia - 102min.
Zack & Miri, amici da sempre e compagni di liceo, sono due squattrinati coinquilini di una catapecchia fatiscente da qualche parte nel New Jersey. Per trovare i soldi necessari a pagare l'affitto, hanno l'idea di girare un porno assieme a dei conoscenti. Quest'esperienza modificherà il loro rapporto.
A partire da questo film, Smith inizia a percorrere strade diverse da quelle già ampiamente battute nei film precedenti; siamo ancora nel territorio della commedia, ma c'è un ricambio quasi totale di attori e la storia è del tutto slegata dai film passati. La licenziosità del soggetto ha probabilmente causato il ritardo di distribuzione in Italia, dove è arrivato con 2 anni di ritardo. In realtà si vede molto meno di quanto si immagini, anche se un fugace nudo integrale maschile nel finale potrà far piacere al gentil sesso.
Smith scrive con la consueta irriverenza dialoghi espliciti e pieni di battute volgari, ma un po' di scurrilità ogni tanto è anche divertente. Più che altro il film è sesso-centrico in tutto, e ciò alla lunga stufa un po', specie quando si tenta di conciliare questo aspetto con la più rassicurante commedia sentimentale americana verso cui si scivola pericolosamente nella seconda parte (anche se il finale si salva).
Intrattenimento senza pretese, è adatto ad adolescenti e giovani adulti, mentre probabilmente risulterebbe insopportabile per presone anagraficamente più mature.
Simpatico il cast, azzeccato il reparto costumi, musica poco incisiva.
Così così, ma va bene per passare una serata in compagnia.
Voto: 2,5/5
-Poliziotti fuori
USA 2010 - commedia - 107min.
Due poliziotti, il bianco Jimmy (Bruce WIllis) e il nero Paul (Tracy Morgan) sono sospesi dal servizio per un mese senza stipendio dopo aver mandato a monte un'operazione. Jimmy deve racimolare i soldi per pagare il matrimonio della figlia, vendendo una rara figurina, ma gli viene rubata. Con l'aiuto dell'amico si mette sulle tracce del ladro.
Primo film che Smith dirige senza averlo scritto, e si vede. Il suo ingresso nel mondo del mainstream è la perfetta rappresentazione di quanto il cinema indipendente sia più creativo di quello hollywoodiano da catena di montaggio. Tutto è già visto, a partire dal clichè dei due poliziotti dal rapporto tormentato. Coppia d'azione e coppia comica insieme, i due danno vita a situazioni più o meno divertenti (prevalgono le seconde), non supportati da linee di dialogo all'altezza. Il ritmo è veloce, forse per nascondere l'imperizia di scrittura. Restano qualche battuta ed un paio di gag, il resto si perde nel mare del già visto.
Smith si limita a dirigere il traffico, totalmente subordinato alle logiche di produzione industriale.
Evitabile.
Voto: 1,5/5
-Red State
USA 2011 - thriller - 88min.
3 collegiali arrapati contattano una donna tramite un sito di annunci e pensano di spassarsela con una nottata di performance sessuali. Incappano invece in una setta di fanatici cristiani del luogo, capitanata dal pastore Abin Cooper (Michael Parks) che dopo una lunga invettiva sulla corruzione morale dell'America, specie in fatto di costumi sessuali, decreta la condanna a morte del terzetto. Ma l'intrusione di un poliziotto dà il via ad una reazione a catena che porta ad un assedio della proprietà della setta da parte delle forze di polizia.
Smith raggiunge la maturità artistica con un thriller/horror, fatto raro dato che di solito avviene il percorso inverso. Red State è la versione seria di Dogma, una critica al traviamento del pensiero operato dai dettami della religione. Non che i non-adepti siano meglio: fedifraghi, violenti, amorali, animaleschi; sono gli uomini del XXI secolo, cosiddetti civilizzati. Dopo una prima parte di taglio horror, il film si dilunga in un film d'assedio che sembra un rovesciamento de La notte dei morti viventi: si cerca di contenere la minaccia all'interno della casa, ma non ci si rende conto che il male lì contenuto altro non è che la forma esplicita di quello che inonda già il resto del mondo, forse in forma meno eclatante. Il film è meno astratto di quanto sembri ad uno spettatore europeo, perchè il fanatismo religioso è un fenomeno assai diffuso negli USA (come documentato in vari film, vedi il documentario Jesus Camp del 2006, di Heidi Ewing e Rachel Grady) e stavolta Smith affronta il problema sottolineando come ci sia poco da scherzare.
Sebbene non sia particolarmente originale e si accomodi (a livello di scrittura e messinscena) a parametri già ampiamente usati nel cinema di genere, Red State è un valido film di denuncia ed il compimento artistico del regista del New Jersey, che forse chiude per sempre una fase della sua carriera per iniziarne una del tutto diversa.
Voto: 3/5
Generazione X (Mallrats) (1995) - 1,5/5
In cerca di Amy (Chasing Amy) (1997) - 3/5
Dogma (Dogma) (1999) - 3,5/5
Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood! (Jay & Silent Bob Strike Back) (2001) - 2,5/5
Jersey Girl (Jersey Girl) (2004) - 2,5/5
Clerks II (Clerks II) (2006) - 2,5/5
Zack & Miri - Amore a... primo sesso (Zack and Miri Make a Porno) (2008) - 2,5/5
Poliziotti fuori - Due sbirri a piede libero (Cop Out) (2010) - 1,5/5
Red State (Red State) (2011) - 3/5
Smith (1970), americano, ha ottenuto un clamoroso successo col suo film a basso budget Clerks, in cui evidentemente molti americani medi si sono riconosciuti. In seguito ha diretto prevalentemente commedie irriverenti, ma si è cimentato anche in generi opposti come il thriller/horror.
-Clerks - Commessi
USA 1994 - commedia - 92min.
Una giornata nella vita di Dante, commesso in un negozio di generi alimentari cui si reca sebbene quel giorno non toccasse a lui, e Randal, commesso in un negozio di videonoleggio lì vicino, che apre e chiude quando gli gira e preferisce passare il tempo nel negozio dell'amico chiacchierando e dicendo sconcezze.
Molto divertente, costruito per episodi, siparietti più o meno comici in cui vengono presentati personaggi grotteschi che compongono la compagine della società americana che si reca in negozi di bassa lega. Il regista gira nel negozio in cui all'epoca lavorava, quindi probabilmente il film contiene situazioni un po' esagerate ma di carattere autobiografico. Uno degli esempi più eclatanti di film di derivazione stilistica tarantiniana, coinvolge per la surreale e volgare simpatia dei protagonisti. Con le dovute cautele, può essere considerato un interessante documento sociologico.
Voto: 2,5/5
-Generazione X
USA 1995 - commedia - 94min.
Due ragazzotti lettori di fumetti sono piantati dalle loro ragazze. Tentano di riconquistarle durante un'assurda giornata al centro commerciale.
Il ritmo e la comicità spontanea del primo film vanno a farsi benedire, soppiantati da battute infelici, storia insulsa, personaggi poco accattivanti e gag più o meno riuscite. Divertenti i siparietti di Jay & Silent Bob, nonchè la comparsata di Stan Lee nella parte di sè stesso. Il resto è superfluo.
Voto: 1,5/5
-In cerca di Amy
USA 1997 - commedia - 111min.
Holden lavora come fumettista assieme all'amico di sempre Banky, che inchiostra i suoi disegni. In occasione di un Comicon a New York Holden conosce Alyssa di cui si invaghisce, ma presto scopre che è lesbica. Diventano amici, ma Holden vorrebbe dichiararsi a lei. Inoltre questa situazione mina il rapporto fra i due amici.
Al contrario dei due film precedenti (con cui questo compone una trilogia sul New Jersey) la comicità surreale lascia il posto ad una commedia sentimentale ancora pregna di battute sboccate, ma anche insolitamente fine nella descrizione psicologica dei due protagonisti e nella descrizione del cambiamento del loro rapporto. Si segue volentieri perché è in grado di dire qualcosa anche a chi non ha provato una situazione "al limite" come il rapporto illustrato nel film, perché in senso lato parla dei rapporti uomo-donna in generale, e del modo in cui i due sessi ragionano diversamente. Bel cast, con un Ben Affleck insolitamente bravo ed una bella schiera di comprimari (ancora presente il duo Jay & Silent Bob) sostengono un film la cui pecca principale è qualche lungaggine di sceneggiatura che rende la seconda metà ripetitiva e meno riuscita della prima, più leggera: retaggio dei film precedenti di Smith.
Voto: 2,5/5
-Dogma
USA 1999 - fantastico - 128min.
Due angeli cacciati dal paradiso e relegati nel Wisconsin vogliono sfruttare un'occasione per ritornare al loro mondo: per l'anniversario della riconsacrazione di una chiesa del New Jersey, il vescovo ha deciso di conferire l'indulgenza plenaria a chiunque varcherà le soglie della pieve. Urge fermarli, perchè qualora i due riuscissero nell'impresa, si dimostrerebbe l'infallibilità di Dio (che per altro è scomparso e nessuno sa dove sia andato) e tutto l'universo si distruggerebbe. Allora il Metatron, l'angelo per mezzo del quale Dio parla agli uomini, affida questa missione a Bethany Sloane, una tizia che peraltro è in crisi di fede.
Storia intricata, tantissimi personaggi, situazioni assurde, compongono questo affresco satirico verso la religione cristiana , di cui si evidenziano varie assurdità (anche se Smith fa un po' di confusione mettendoci dentro pure la figura di una Musa...). Fra mostri di escrementi e folli angeli sterminatori, la surreale commedia procede per oltre due ore in un susseguirsi di gag, alcune più riuscite di altre, incurante del buon gusto e del politically correct. Un delirio anticristiano che verrà ripreso da Smith nel ben più serio thriller Red State. Qui la baracconata alla Clerks la fa da padrone, complice la coppia Jay&Silent Bob cui sono affidati i momenti più divertenti. Il cast è forse il punto di forza del film, specie l'irresistibile Alan Rickmann che mostra di volersi divertire più che mai nel ruolo di messaggero divino asessuato. Come al solito i più bigotti potranno prendersela, ma la commedia sovversiva è un classico del cinema americano, ed affonda le sue radici nello slapstick di Mack Sennett ed il suo gusto per il suo ribaltamento di regole; la novità forse è il tema trattato, che come ben sappiamo in America è ambivalentemente dileggiato o strenuamente difeso da posizioni ultraconservatrici. Strabismo di un Paese che stampa il motto "In God We Trust" sulle sue banconote ed ha al contempo la più sviluppata industria cinematografica del porno.
Un film molto divertente che a volte eccede nell' autocompiacimento.
Voto: 3,5/5
-Jay & Silent Bob...Fermate Hollywood!
USA 2001 - commedia/grottesco - 104min.
Jay e Silent Bob scoprono che a Hollywood stanno girando un film basato su di loro, così partono per boicottarlo, dato che non hanno ricevuto soldi per i diritti di immagine.
Baracconata nonsense ricca di umorismo triviale e situazioni assurde, con attori che interpretano gente che critica i film dove loro stessi hanno recitato, finti Scooby Doo e registi impegnati in improbabili sequel. Metacinema all'ennesima potenza che fa la gioia di chi è cresciuto negli '90 (e anche un po' prima) per il citazionismo ed i rimandi a serie tv e film del periodo. Ad una prima metà spassosa subentra un secondo tempo più lento e sfilacciato, ma il divertimento è comunque garantito, se si è capaci di non prendere la vita troppo sul serio.
Voto: 2,5/5
-Jersey Girl
USA 2004 - commedia - 102min.
Ollie lavora in un ufficio stampa, ha una bellissima moglie e tutto va alla grande. Senochè la moglie muore di parto. Lo stress della perdita e del crescere da solo la bambina fa sì che si fotta con le sue mani, perdendo il lavoro. Rincasato nel natio New Jersey a casa del vecchio padre, comincia una nuova vita fra depressione, colloqui di lavoro inconcludenti e poco tempo da dedicare alla figlia. Man mano che la bambina cresce però il rapporto fra i due si intensificherà.
Smith prosegue il corso della commedia sentimentale intrapreso con In cerca di Amy, ma qui declina il sentimento nell'ottica padre-figlia, un binomio quasi per nulla usato al cinema: vi si avventura con delicatezza e un po' di melensaggine, ma è sostenuto da una storia piacevole e da bravi interpreti. L'operazione è forse meno fresca ed originale dell'altro film, ma non manca di intenerire, divertire e commuovere: emoziona, insomma. E' il primo film in cui non compare la coppia Jay & Silent Bob, la cui ultima apparizione nella filmografia del regista è nel successivo Clerks II. Da un lato dispiace, ma dall'altro è segno di una maturazione di Smith e della volontà di esplorare nuovi territori.
Gradevole colonna sonora.
Voto: 2,5/5
-Clerks II
USA 2006 - commedia - 97min.
Randal e Dante lavorano al fast food Mooby's dopo che il vecchio quick stop è andato in fumo (letteralmente). Dante sta per sposarsi e trasferirsi con la sua compagna in Florida, ma ha una situazione irrisolta con il suo capo, la seducente Becky. Nel suo ultimo giorno di lavoro al Mooby's, ne capiteranno di tutti i colori.
Passano gli anni ma non la voglia da parte di Smith di divertire in modo irriverente. Questa volta il film è a colori a tinte pastello, come l'infantilismo che pervade tutto il film: i protagonisti sono eterni bambini che non sanno o non vogliono affrontare le responsabilità del mondo adulto. Grande spasso per i cinefili a caccia di citazioni, è reso appetitoso da una bella colonna sonora e dal brio degli interpreti (ancora presente la coppia Jay & Silent Bob).
Nessuna novità di rilievo, ma...repetita iuvat, a volte.
Voto: 2,5/5
-Zack & Miri - Amore a...primo sesso
USA 2008 - commedia - 102min.
Zack & Miri, amici da sempre e compagni di liceo, sono due squattrinati coinquilini di una catapecchia fatiscente da qualche parte nel New Jersey. Per trovare i soldi necessari a pagare l'affitto, hanno l'idea di girare un porno assieme a dei conoscenti. Quest'esperienza modificherà il loro rapporto.
A partire da questo film, Smith inizia a percorrere strade diverse da quelle già ampiamente battute nei film precedenti; siamo ancora nel territorio della commedia, ma c'è un ricambio quasi totale di attori e la storia è del tutto slegata dai film passati. La licenziosità del soggetto ha probabilmente causato il ritardo di distribuzione in Italia, dove è arrivato con 2 anni di ritardo. In realtà si vede molto meno di quanto si immagini, anche se un fugace nudo integrale maschile nel finale potrà far piacere al gentil sesso.
Smith scrive con la consueta irriverenza dialoghi espliciti e pieni di battute volgari, ma un po' di scurrilità ogni tanto è anche divertente. Più che altro il film è sesso-centrico in tutto, e ciò alla lunga stufa un po', specie quando si tenta di conciliare questo aspetto con la più rassicurante commedia sentimentale americana verso cui si scivola pericolosamente nella seconda parte (anche se il finale si salva).
Intrattenimento senza pretese, è adatto ad adolescenti e giovani adulti, mentre probabilmente risulterebbe insopportabile per presone anagraficamente più mature.
Simpatico il cast, azzeccato il reparto costumi, musica poco incisiva.
Così così, ma va bene per passare una serata in compagnia.
Voto: 2,5/5
-Poliziotti fuori
USA 2010 - commedia - 107min.
Due poliziotti, il bianco Jimmy (Bruce WIllis) e il nero Paul (Tracy Morgan) sono sospesi dal servizio per un mese senza stipendio dopo aver mandato a monte un'operazione. Jimmy deve racimolare i soldi per pagare il matrimonio della figlia, vendendo una rara figurina, ma gli viene rubata. Con l'aiuto dell'amico si mette sulle tracce del ladro.
Primo film che Smith dirige senza averlo scritto, e si vede. Il suo ingresso nel mondo del mainstream è la perfetta rappresentazione di quanto il cinema indipendente sia più creativo di quello hollywoodiano da catena di montaggio. Tutto è già visto, a partire dal clichè dei due poliziotti dal rapporto tormentato. Coppia d'azione e coppia comica insieme, i due danno vita a situazioni più o meno divertenti (prevalgono le seconde), non supportati da linee di dialogo all'altezza. Il ritmo è veloce, forse per nascondere l'imperizia di scrittura. Restano qualche battuta ed un paio di gag, il resto si perde nel mare del già visto.
Smith si limita a dirigere il traffico, totalmente subordinato alle logiche di produzione industriale.
Evitabile.
Voto: 1,5/5
-Red State
USA 2011 - thriller - 88min.
3 collegiali arrapati contattano una donna tramite un sito di annunci e pensano di spassarsela con una nottata di performance sessuali. Incappano invece in una setta di fanatici cristiani del luogo, capitanata dal pastore Abin Cooper (Michael Parks) che dopo una lunga invettiva sulla corruzione morale dell'America, specie in fatto di costumi sessuali, decreta la condanna a morte del terzetto. Ma l'intrusione di un poliziotto dà il via ad una reazione a catena che porta ad un assedio della proprietà della setta da parte delle forze di polizia.
Smith raggiunge la maturità artistica con un thriller/horror, fatto raro dato che di solito avviene il percorso inverso. Red State è la versione seria di Dogma, una critica al traviamento del pensiero operato dai dettami della religione. Non che i non-adepti siano meglio: fedifraghi, violenti, amorali, animaleschi; sono gli uomini del XXI secolo, cosiddetti civilizzati. Dopo una prima parte di taglio horror, il film si dilunga in un film d'assedio che sembra un rovesciamento de La notte dei morti viventi: si cerca di contenere la minaccia all'interno della casa, ma non ci si rende conto che il male lì contenuto altro non è che la forma esplicita di quello che inonda già il resto del mondo, forse in forma meno eclatante. Il film è meno astratto di quanto sembri ad uno spettatore europeo, perchè il fanatismo religioso è un fenomeno assai diffuso negli USA (come documentato in vari film, vedi il documentario Jesus Camp del 2006, di Heidi Ewing e Rachel Grady) e stavolta Smith affronta il problema sottolineando come ci sia poco da scherzare.
Sebbene non sia particolarmente originale e si accomodi (a livello di scrittura e messinscena) a parametri già ampiamente usati nel cinema di genere, Red State è un valido film di denuncia ed il compimento artistico del regista del New Jersey, che forse chiude per sempre una fase della sua carriera per iniziarne una del tutto diversa.
Voto: 3/5
sabato 14 gennaio 2012
Manoel de Oliveira
Aniki Bóbó (1942)
Il pane (O Pão) (1959) - Documentario
Atto di primavera (Acto da Primavera) (1963)
Passato e presente (O Pasado e o Presente) (1971)
Benilde o la Vergine madre (Benilde ou a Virgem Mãe) (1975)
Amor di perdizione (Amor de Perdição) (1978)
Francisca (1981)
Conversazione privata (Visita, ou Memorias e Confissões) (1982)
Nice... A propos de Jean Vigo (1983) - Documentario
Lisboa Cultural (1984) - Documentario [TV]
Le soulier de satin (1985)
Simposio Internacional de Escultura em Pedra (1986) - Documentario [TV], coregia di Manuel Casimiro
Mon cas (1986)
I cannibali (Os Canibais) (1988)
No, o La folle gloria del comando (Non ou A Vã Gloria de Mandar) (1990)
La divina commedia (A Divina Comédia) (1991)
O Dia do Desespeo (1992)
La valle del peccato (Vale Abraão) (1993)
A Caixa (1994)
I misteri del convento (O Convento) (1995)
Party (1996)
Viaggio all'inizio del mondo (Viagem ao principio do mundo) (1997)
Inquietudine (Inquietude) (1998)
La lettera (A Carta / La Lettre) (1999)
Parola e utopia (Palavra e Utopia) (2000)
Ritorno a casa (Je Rentre à la Maison) (2001)
Porto da Minha Infância (2001)
Il principio dell'incertezza (O Principio da Incerteza) (2002)
Un film parlato (Um Filme Falado) (2003)
Il Quinto Impero - Ieri come oggi (O Quinto Império - Ontem como Hoje) (2004)
Specchio magico (Espelho magico) (2005)
Bella sempre (Belle toujours) (2006)
Cristoforo Colombo - L'enigma (Cristóvão Colombo - O Enigma) (2007)
Singolarità di una ragazza bionda (Singularidades de uma Rapariga Loira) (2009)
O Estranho Caso de Angélica (2010) - 2,5/5
De Oliveira (1908), portoghese, è il regista in attività più vecchio della storia, dato che passato il secolo di vita continua a dirigere film. Alterna la sua produzione di lungometraggi a quella di corti e documentari, e nell'ultimo ventennio ha incredibilmente intensificato la sua attività, realizzando anche due opere all'anno.
-O Estranho Caso de Angélica
Portogallo 2010 - commedia/drammatico/fantastico - 95min.
Un fotografo ebreo che alloggia in un pensionato della cittadina di Peso de Régua, vicino Oporto, viene chiamato nel cuore della notte da una ricca famiglia locale per immortalare il corpo di Angélica, appena deceduta, e di cui la madre vuol conservare un ricordo. Mentre sta scattando le foto, vede la ragazza animarsi e sorridergli attraverso l'obiettivo della macchina fotografica, sebbene essa sia morta. Altri fatti strani continuano ad accadere, col risultato che l'uomo si rinchiude sempre più nella sua stanza e si estranea dalla realtà, sognando di poter incontrare ancora una volta la fanciulla, di cui si è invaghito.
Rielaborando una sceneggiatura che aveva scritto nei primi anni '50, de Oliveira commistiona presente e passato in una specie di atemporalità favolistica; in effetti tutta la vicenda ha un che di fiabesco, non solo per gli inserti esplicitamente fantastici (richiamo agli effetti speciali del cinema delle origini), ma anche per una sorta di sospensione della Storia, che incornicia il paesino sul fiume in una dimensione da libro delle favole, in un'atmosfera da "c'era una volta...". Tenendo la camera quasi sempre fissa, e basandosi sulla ripetizione di azioni, il regista dà l'idea di un tempo ciclico, in cui vita e morte sono concetti un po' astratti, assimilabili a quelli di presenza/assenza. Insomma non è tanto un film sulla morte, quanto sulla mancanza, sull'incompletezza di un uomo che è impossibilitato a congiungersi con la persona amata, e può farlo solo con un atto estremo, rifiutando la sua vita attuale. Certo è che l'impianto così astratto del soggetto concorre a dare l'impressione di un film abbozzato, troppo distante dalla concretezza del quotidiano per riuscire ad essere veramente comunicativo. Si salva quindi un'impressione generale di incanto che può suscitare interesse, anche se mai coinvolgere veramente.
Buona la squadra di attori e gradevole l'accompagnamento musicale di pianoforte.
Così così.
Voto: 2,5/5
Il pane (O Pão) (1959) - Documentario
Atto di primavera (Acto da Primavera) (1963)
Passato e presente (O Pasado e o Presente) (1971)
Benilde o la Vergine madre (Benilde ou a Virgem Mãe) (1975)
Amor di perdizione (Amor de Perdição) (1978)
Francisca (1981)
Conversazione privata (Visita, ou Memorias e Confissões) (1982)
Nice... A propos de Jean Vigo (1983) - Documentario
Lisboa Cultural (1984) - Documentario [TV]
Le soulier de satin (1985)
Simposio Internacional de Escultura em Pedra (1986) - Documentario [TV], coregia di Manuel Casimiro
Mon cas (1986)
I cannibali (Os Canibais) (1988)
No, o La folle gloria del comando (Non ou A Vã Gloria de Mandar) (1990)
La divina commedia (A Divina Comédia) (1991)
O Dia do Desespeo (1992)
La valle del peccato (Vale Abraão) (1993)
A Caixa (1994)
I misteri del convento (O Convento) (1995)
Party (1996)
Viaggio all'inizio del mondo (Viagem ao principio do mundo) (1997)
Inquietudine (Inquietude) (1998)
La lettera (A Carta / La Lettre) (1999)
Parola e utopia (Palavra e Utopia) (2000)
Ritorno a casa (Je Rentre à la Maison) (2001)
Porto da Minha Infância (2001)
Il principio dell'incertezza (O Principio da Incerteza) (2002)
Un film parlato (Um Filme Falado) (2003)
Il Quinto Impero - Ieri come oggi (O Quinto Império - Ontem como Hoje) (2004)
Specchio magico (Espelho magico) (2005)
Bella sempre (Belle toujours) (2006)
Cristoforo Colombo - L'enigma (Cristóvão Colombo - O Enigma) (2007)
Singolarità di una ragazza bionda (Singularidades de uma Rapariga Loira) (2009)
O Estranho Caso de Angélica (2010) - 2,5/5
De Oliveira (1908), portoghese, è il regista in attività più vecchio della storia, dato che passato il secolo di vita continua a dirigere film. Alterna la sua produzione di lungometraggi a quella di corti e documentari, e nell'ultimo ventennio ha incredibilmente intensificato la sua attività, realizzando anche due opere all'anno.
-O Estranho Caso de Angélica
Portogallo 2010 - commedia/drammatico/fantastico - 95min.
Un fotografo ebreo che alloggia in un pensionato della cittadina di Peso de Régua, vicino Oporto, viene chiamato nel cuore della notte da una ricca famiglia locale per immortalare il corpo di Angélica, appena deceduta, e di cui la madre vuol conservare un ricordo. Mentre sta scattando le foto, vede la ragazza animarsi e sorridergli attraverso l'obiettivo della macchina fotografica, sebbene essa sia morta. Altri fatti strani continuano ad accadere, col risultato che l'uomo si rinchiude sempre più nella sua stanza e si estranea dalla realtà, sognando di poter incontrare ancora una volta la fanciulla, di cui si è invaghito.
Rielaborando una sceneggiatura che aveva scritto nei primi anni '50, de Oliveira commistiona presente e passato in una specie di atemporalità favolistica; in effetti tutta la vicenda ha un che di fiabesco, non solo per gli inserti esplicitamente fantastici (richiamo agli effetti speciali del cinema delle origini), ma anche per una sorta di sospensione della Storia, che incornicia il paesino sul fiume in una dimensione da libro delle favole, in un'atmosfera da "c'era una volta...". Tenendo la camera quasi sempre fissa, e basandosi sulla ripetizione di azioni, il regista dà l'idea di un tempo ciclico, in cui vita e morte sono concetti un po' astratti, assimilabili a quelli di presenza/assenza. Insomma non è tanto un film sulla morte, quanto sulla mancanza, sull'incompletezza di un uomo che è impossibilitato a congiungersi con la persona amata, e può farlo solo con un atto estremo, rifiutando la sua vita attuale. Certo è che l'impianto così astratto del soggetto concorre a dare l'impressione di un film abbozzato, troppo distante dalla concretezza del quotidiano per riuscire ad essere veramente comunicativo. Si salva quindi un'impressione generale di incanto che può suscitare interesse, anche se mai coinvolgere veramente.
Buona la squadra di attori e gradevole l'accompagnamento musicale di pianoforte.
Così così.
Voto: 2,5/5
venerdì 13 gennaio 2012
A ciascuno il suo cinema o Quel piccolo tuffo al cuore quando le luci si spengono e il film inizia
(Chacun son cinéma ou Ce petit coup au coeur quand la lumière s'éteint et que le film commence) di Théo Anghelopulos, Olivier Assayas, Bille August, Jane Campion, Youssef Chahine, Chen Kaige, Michael Cimino, Joel Coen, Ethan Coen, David Cronenberg, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Manoel de Oliveira, Raymond Depardon, Atom Egoyan, Amos Gitai, Alejandro Gonzàles Iñàrritu, Hou Hsiao-hsien, Aki kaurismäki, Abbas Kiarostami, Takeshi Kitano, Andrej Concalovski, Claude Lelouch, Ken Loach, David Lynch, Nanni Moretti, Roman Polanski, Raoul Ruiz, Walter Salles, Elia Suleiman, Tsai Ming-Liang, Gus Van Sant, Lars von Trier, Wim Wenders, Wong Kar-wai, Zhang Yimou - Francia 2007 - episodi/commedia/drammatico/sperimentale - 117min.
Progetto collettivo commissionato dalla direzione del festival di Cannes anno 2007. Il tema comune è il rapporto con la sala cinematografica e la fruizione dei film. Un episodio dei fratelli Coen non è stato incluso nel dvd, però si può vedere su youtube. L'episodio di Lynch invece era assente nella versione cinematografica perché non era stato finito in tempo, però è stato incluso nel dvd. Il film è dedicato a Fellini.
Arena estiva (Cinéma d'été)
Regia: Raymond Depardon
Immagini di un cinema all'aperto in una città mediorientale. La gente si raduna gioiosa per vedere il film. Illustra la bellezza della fruizione collettiva.
Una bella giornata (One Fine Day)
Regia: Takeshi Kitano
Un contadino si reca in un piccolo cinema in mezzo ai campi. Il proiezionista (Beat Takeshi) non riesce a far andare la pellicola (il film mostrato è Kids Return, dello stesso Kitano), che continua a saltare. Il contadino torna rassegnato alla sua vita. Film divertente ma anche malinconico: tipico stile del regista.
Tre minuti (Trois minutes)
Regia: Theo Angelopoulos
Una dichiarazione d'amore di un'anziana Jeanne Moreau nei confronti di Mastorianni, ricalcando battute del film La notte, in cui hanno recitato assieme.
Comprende anche un estratto dal film Il volo, collaborazione fra quest'ultimo ed il regista greco. E' un omaggio all'attore nostrano.
Al buio (Dans le Noir)
Regia e sceneggiatura: Andrej Končalovskij
Mentre una donna si commuove guardando un film, nelle file posteriori c'è una coppia che copula, incurante di quanto viene proiettato sullo schermo. Superfluo, ma bella fotografia.
Diario di uno spettatore
Regia: Nanni Moretti
Confessioni di moretti al pubblico, su episodi legate a film visti al cinema o a cinema particolari. Uno dei più divertenti.
The Electric Princess House
Regia: Hou Hsiao-hsien
Bianco e nero. Cina inizio Novecento, una donna porta dei bambini al cinema. Colore, all'interno della sala si proietta un video di un autoscontro. Ermetico, che vuol dire?
Comprende un estratto dal film Mouchette - Tutta la vita in una notte.
Nell'oscurità (Dans l'obscurité)
Regia e sceneggiatura: Jean-Pierre e Luc Dardenne
Un ladruncolo tenta di frugare nella borsa di una ragazza assorbita nella visione di un film, in sala. Non ci riesce. Molto autoriale, nel senso peggiore, ma è una dichiarazione d'amore al cinema.
Comprende un estratto dal film Au hasard Balthazar (solo sonoro).
Absurda
Regia: David Lynch
Voci over narrano di un fatto misterioso, forse l'uccisione di una ballerina. sul palcoscenico della sala buia e vuota di alternano strane visioni. Onirismo lynchano al 100%, stile Rabbits.
Anna
Regia e sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu
Anna è cieca, ma si commuove lo stesso in sala. Potenza del cinema. Grande fotografia.
Guardando il film (En regardant le film)
Regia: Zhang Yimou
proiezione in un villaggio cinese, con bimbi incuriositi. Tipico esempio di cinema "sociale" del regista, di ispirazione neorealista..
Il Dibbuk di Haifa (Le Dibbouk de Haifa)
Regia: Amos Gitai
Lo stesso film proiettato a Varsavia nel 1936 e ad Haifa nel 2006, sala gremita di gente, nel secondo caso scoppia una bomba che fa una strage. La persecuzione degli ebrei perpetrata nella Storia.
Lady Insetto (The Lady Bug)
Regia: Jane Campion
un tizio tenta di schiacciare un insetto. La cosa è vista anche dalla prospettiva dell'insetto, che un attore con un costume da insetto. Dialogo in sottofondo. Superfluo.
Dedicato ai «due gentleman di Cannes Gilles Jacob e Pierre Rissent».
Artaud doppio spettacolo (Artaud Double Bill)
Regia: Atom Egoyan
Scambio di battute fra tizi in sale diverse che comunicano tramite cellulare. Atmosfera sinistra. Inquietante, anche se non si capisce il perchè.
Comprende estratti dai film Questa è la mia vita (la sequenza che contiene a sua volta l'estratto da La passione di Giovanna d'Arco) e Il perito.
La fonderia (Valimo)
Regia: Aki Kaurismäki
Operai in una fonderia sovietica; nella pausa si proietta una veduta dei Lumiere, doppiata a farne un film di propaganda comunista. Critica politica ironica e spiritosa.
Recrudescenza (Recrudescence)
Regia: Olivier Assayas
Un tizio segue una ragazza che in compagnia del suo uomo va al cinema. mentre i due si baciano, l'uomo le ruba la borsetta. Superfluo.
47 anni dopo (47 Ans Après)
Regia: Youssef Chahine
Un ricordo del regista di molti decenni prima, quando il suo film era passato inosservato al festival, ed ora, che ha ricevuto un riconoscimento ufficiale. Grande soddisfazione. Chi la dura la vince.
È un sogno (It's a Dream)
Regia: Tsai Ming-liang
Ricostruzione di un sogno del regista, lui da bambino che guarda un film in una sala assieme a parenti defunti. Dello stesso regista raccomando Goodbye, Dragon Inn; ha delle affinità tematiche con questo.
Occupazioni (Occupations)
Regia e sceneggiatura: Lars von Trier
Lars von Trier si libera di un vicino di sala fastidioso. Esilarante gag. il vertice comico del film.
Il dono (Le Don)
Regia: Raoul Ruiz
Un regista commenta con sua nipote delle riprese che ha fatto in sud America anni prima, appena prima di rimanere cieco. Inconcludente.
Il cinema sul boulevard (Cinéma de Boulevard)
Regia: Claude Lelouch
Omaggio al cinema ed ai genitori del regista.
Comprende estratti dai film Cappello a cilindro, La grande illusione, Quando volano le cicogne e Un uomo, una donna.
Primo bacio (First Kiss)
Regia: Gus Van Sant
Un ragazzo entra nel film e bacia una gnocca che sta dall'altra parte. Il cinema come veicolo di realizzazione dei sogni e come realtà alternativa.
Cinema erotico (Cinéma Erotique)
Regia: Roman Polański
Un'anziana coppia va al cinema a vedere Emmanuelle. Dietro di loro un uomo si sta masturbando. Chiedono l'intervento dello staff. Sorpresa. Divertente, ma prevedibile.
Traduzione non richiesta (No Translation Needed)
Regia: Michael Cimino
Un teatro in Sud America in cui il regista assiste ad uno spettacolo musicale. Imbarazzante.
Il suicidio dell'ultimo ebreo del mondo nell'ultimo cinema del mondo (At the Suicide of the Last Jew in the World in the Last Cinema in the World)
Regia: David Cronenberg
Un reality show immaginario sul suicidio dell'ultimo ebreo del ondo. Temi cari a Cronenberg in una cornice inquietante.
I Travelled 9000 km To Give It To You
Regia: Wong Kar Wai
Rapporto sentimentale di due tizi in una sala cinematografica. Bello visivamente.
Comprende un estratto dal film Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (solo sonoro).
Dov'è il mio Romeo (Where Is My Romeo)
Regia: Abbas Kiarostami
primi piani di donne arabe commosse durante la visione in sala del film Romeo e Giulietta. Poco ispirato.
Appuntamento all'ultimo spettacolo (The Last Dating Show)
Regia: Bille August
Un tizio ci sta provando con una donna araba in un cinema, traducendogli come vuole lui il film che stanno guardando, di cui la donna non capisce la lingua; tre tizi davanti a loro gli chiedono di far silenzio. Nasce una situazione spiacevole. Divertente degenerazione di una situazione quotidiana.
Maldestro (Irtebak)
Regia e sceneggiatura: Elia Suleiman
un regista sta assistendo all'anteprima del suo film in sala, ma combina tanti macelli perchè è maldestro. Fine umorismo e grottesca interpretazione.
L'unico incontro (Rencontre Unique)
Regia e sceneggiatura: Manoel de Oliveira
Ricostruzione di un immaginario incontro fra Kruscev e papa Giovanni XXIII. Spiritoso e fine, si sente la mano di un maestro.
A 8.944 chilometri da Cannes (À 8944 km de Cannes)
Regia: Walter Salles
Dialogo musicale in Brazile fra due tizi, di cui uno racconta all'altro cose su Cannes. Divertente performance dei due attori.
Guerra in tempo di pace (War in Peace)
Regia: Wim Wenders
Una proiezione in un villaggio tribale in Congo. Lo spettro della guerra che non abbandona mai l'Africa.
Comprende un estratto dal film Black Hawk Down (solo sonoro).
Nel villaggio di Zhanxiou (Zhanxiou Village)
Regia: Chen Kaige
In un villaggio rurale della Cina un gruppo di bimbi ricorre ad una strategia di gruppo per far funzionare un proiettore. Fra di loro anche un bimbo cieco. Un altro film sulla cecità ed il cinema. Episodio in B/N con epilogo a colori.
Lieto fine (Happy Ending)
Regia: Ken Loach
Padre e figlio in coda incerti sul film da vedere, causano disagi a tutta la fila. Senza pretese. Film sulla maleducazione della gente.
Epilogo (Epilogue)
Estratto dal film Il silenzio è d'oro di René Clair.
In sintesi: un esperimento con i suoi punti di interesse, un excursus interessante sul cinema di tutto il mondo.
Voto: 3/5
Progetto collettivo commissionato dalla direzione del festival di Cannes anno 2007. Il tema comune è il rapporto con la sala cinematografica e la fruizione dei film. Un episodio dei fratelli Coen non è stato incluso nel dvd, però si può vedere su youtube. L'episodio di Lynch invece era assente nella versione cinematografica perché non era stato finito in tempo, però è stato incluso nel dvd. Il film è dedicato a Fellini.
Arena estiva (Cinéma d'été)
Regia: Raymond Depardon
Immagini di un cinema all'aperto in una città mediorientale. La gente si raduna gioiosa per vedere il film. Illustra la bellezza della fruizione collettiva.
Una bella giornata (One Fine Day)
Regia: Takeshi Kitano
Un contadino si reca in un piccolo cinema in mezzo ai campi. Il proiezionista (Beat Takeshi) non riesce a far andare la pellicola (il film mostrato è Kids Return, dello stesso Kitano), che continua a saltare. Il contadino torna rassegnato alla sua vita. Film divertente ma anche malinconico: tipico stile del regista.
Tre minuti (Trois minutes)
Regia: Theo Angelopoulos
Una dichiarazione d'amore di un'anziana Jeanne Moreau nei confronti di Mastorianni, ricalcando battute del film La notte, in cui hanno recitato assieme.
Comprende anche un estratto dal film Il volo, collaborazione fra quest'ultimo ed il regista greco. E' un omaggio all'attore nostrano.
Al buio (Dans le Noir)
Regia e sceneggiatura: Andrej Končalovskij
Mentre una donna si commuove guardando un film, nelle file posteriori c'è una coppia che copula, incurante di quanto viene proiettato sullo schermo. Superfluo, ma bella fotografia.
Diario di uno spettatore
Regia: Nanni Moretti
Confessioni di moretti al pubblico, su episodi legate a film visti al cinema o a cinema particolari. Uno dei più divertenti.
The Electric Princess House
Regia: Hou Hsiao-hsien
Bianco e nero. Cina inizio Novecento, una donna porta dei bambini al cinema. Colore, all'interno della sala si proietta un video di un autoscontro. Ermetico, che vuol dire?
Comprende un estratto dal film Mouchette - Tutta la vita in una notte.
Nell'oscurità (Dans l'obscurité)
Regia e sceneggiatura: Jean-Pierre e Luc Dardenne
Un ladruncolo tenta di frugare nella borsa di una ragazza assorbita nella visione di un film, in sala. Non ci riesce. Molto autoriale, nel senso peggiore, ma è una dichiarazione d'amore al cinema.
Comprende un estratto dal film Au hasard Balthazar (solo sonoro).
Absurda
Regia: David Lynch
Voci over narrano di un fatto misterioso, forse l'uccisione di una ballerina. sul palcoscenico della sala buia e vuota di alternano strane visioni. Onirismo lynchano al 100%, stile Rabbits.
Anna
Regia e sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu
Anna è cieca, ma si commuove lo stesso in sala. Potenza del cinema. Grande fotografia.
Guardando il film (En regardant le film)
Regia: Zhang Yimou
proiezione in un villaggio cinese, con bimbi incuriositi. Tipico esempio di cinema "sociale" del regista, di ispirazione neorealista..
Il Dibbuk di Haifa (Le Dibbouk de Haifa)
Regia: Amos Gitai
Lo stesso film proiettato a Varsavia nel 1936 e ad Haifa nel 2006, sala gremita di gente, nel secondo caso scoppia una bomba che fa una strage. La persecuzione degli ebrei perpetrata nella Storia.
Lady Insetto (The Lady Bug)
Regia: Jane Campion
un tizio tenta di schiacciare un insetto. La cosa è vista anche dalla prospettiva dell'insetto, che un attore con un costume da insetto. Dialogo in sottofondo. Superfluo.
Dedicato ai «due gentleman di Cannes Gilles Jacob e Pierre Rissent».
Artaud doppio spettacolo (Artaud Double Bill)
Regia: Atom Egoyan
Scambio di battute fra tizi in sale diverse che comunicano tramite cellulare. Atmosfera sinistra. Inquietante, anche se non si capisce il perchè.
Comprende estratti dai film Questa è la mia vita (la sequenza che contiene a sua volta l'estratto da La passione di Giovanna d'Arco) e Il perito.
La fonderia (Valimo)
Regia: Aki Kaurismäki
Operai in una fonderia sovietica; nella pausa si proietta una veduta dei Lumiere, doppiata a farne un film di propaganda comunista. Critica politica ironica e spiritosa.
Recrudescenza (Recrudescence)
Regia: Olivier Assayas
Un tizio segue una ragazza che in compagnia del suo uomo va al cinema. mentre i due si baciano, l'uomo le ruba la borsetta. Superfluo.
47 anni dopo (47 Ans Après)
Regia: Youssef Chahine
Un ricordo del regista di molti decenni prima, quando il suo film era passato inosservato al festival, ed ora, che ha ricevuto un riconoscimento ufficiale. Grande soddisfazione. Chi la dura la vince.
È un sogno (It's a Dream)
Regia: Tsai Ming-liang
Ricostruzione di un sogno del regista, lui da bambino che guarda un film in una sala assieme a parenti defunti. Dello stesso regista raccomando Goodbye, Dragon Inn; ha delle affinità tematiche con questo.
Occupazioni (Occupations)
Regia e sceneggiatura: Lars von Trier
Lars von Trier si libera di un vicino di sala fastidioso. Esilarante gag. il vertice comico del film.
Il dono (Le Don)
Regia: Raoul Ruiz
Un regista commenta con sua nipote delle riprese che ha fatto in sud America anni prima, appena prima di rimanere cieco. Inconcludente.
Il cinema sul boulevard (Cinéma de Boulevard)
Regia: Claude Lelouch
Omaggio al cinema ed ai genitori del regista.
Comprende estratti dai film Cappello a cilindro, La grande illusione, Quando volano le cicogne e Un uomo, una donna.
Primo bacio (First Kiss)
Regia: Gus Van Sant
Un ragazzo entra nel film e bacia una gnocca che sta dall'altra parte. Il cinema come veicolo di realizzazione dei sogni e come realtà alternativa.
Cinema erotico (Cinéma Erotique)
Regia: Roman Polański
Un'anziana coppia va al cinema a vedere Emmanuelle. Dietro di loro un uomo si sta masturbando. Chiedono l'intervento dello staff. Sorpresa. Divertente, ma prevedibile.
Traduzione non richiesta (No Translation Needed)
Regia: Michael Cimino
Un teatro in Sud America in cui il regista assiste ad uno spettacolo musicale. Imbarazzante.
Il suicidio dell'ultimo ebreo del mondo nell'ultimo cinema del mondo (At the Suicide of the Last Jew in the World in the Last Cinema in the World)
Regia: David Cronenberg
Un reality show immaginario sul suicidio dell'ultimo ebreo del ondo. Temi cari a Cronenberg in una cornice inquietante.
I Travelled 9000 km To Give It To You
Regia: Wong Kar Wai
Rapporto sentimentale di due tizi in una sala cinematografica. Bello visivamente.
Comprende un estratto dal film Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (solo sonoro).
Dov'è il mio Romeo (Where Is My Romeo)
Regia: Abbas Kiarostami
primi piani di donne arabe commosse durante la visione in sala del film Romeo e Giulietta. Poco ispirato.
Appuntamento all'ultimo spettacolo (The Last Dating Show)
Regia: Bille August
Un tizio ci sta provando con una donna araba in un cinema, traducendogli come vuole lui il film che stanno guardando, di cui la donna non capisce la lingua; tre tizi davanti a loro gli chiedono di far silenzio. Nasce una situazione spiacevole. Divertente degenerazione di una situazione quotidiana.
Maldestro (Irtebak)
Regia e sceneggiatura: Elia Suleiman
un regista sta assistendo all'anteprima del suo film in sala, ma combina tanti macelli perchè è maldestro. Fine umorismo e grottesca interpretazione.
L'unico incontro (Rencontre Unique)
Regia e sceneggiatura: Manoel de Oliveira
Ricostruzione di un immaginario incontro fra Kruscev e papa Giovanni XXIII. Spiritoso e fine, si sente la mano di un maestro.
A 8.944 chilometri da Cannes (À 8944 km de Cannes)
Regia: Walter Salles
Dialogo musicale in Brazile fra due tizi, di cui uno racconta all'altro cose su Cannes. Divertente performance dei due attori.
Guerra in tempo di pace (War in Peace)
Regia: Wim Wenders
Una proiezione in un villaggio tribale in Congo. Lo spettro della guerra che non abbandona mai l'Africa.
Comprende un estratto dal film Black Hawk Down (solo sonoro).
Nel villaggio di Zhanxiou (Zhanxiou Village)
Regia: Chen Kaige
In un villaggio rurale della Cina un gruppo di bimbi ricorre ad una strategia di gruppo per far funzionare un proiettore. Fra di loro anche un bimbo cieco. Un altro film sulla cecità ed il cinema. Episodio in B/N con epilogo a colori.
Lieto fine (Happy Ending)
Regia: Ken Loach
Padre e figlio in coda incerti sul film da vedere, causano disagi a tutta la fila. Senza pretese. Film sulla maleducazione della gente.
Epilogo (Epilogue)
Estratto dal film Il silenzio è d'oro di René Clair.
In sintesi: un esperimento con i suoi punti di interesse, un excursus interessante sul cinema di tutto il mondo.
Voto: 3/5
venerdì 6 gennaio 2012
Keisuke Kinoshita
1943 The Living Magoroku 生きてゐる孫六 Ikite iru Magoroku
1943 Port of Flowers 花咲く港 Hana saku minato
1944 The Army 陸軍 Rikugun
1944 Jubilation Street 歓呼の町 Kanko no Machi
1946 The Girl I Loved わが恋せし乙女 Waga koiseshi otome
1946 La mattina della famiglia Osone (大曾根家の朝 Ōsone-ke no asa)
1947 Phoenix 不死鳥 Fushichō
1947 Marriage 結婚 Kekkon
1948 Apostasy 破戒 Hakai
1948 The Portrait 肖像 Shōzō
1948 The Lady (aka, Woman) 女 Onna
1949 Broken Drum 破れ太鼓 Yabure daiko
1949 The Yotsuya Ghost Story I & II 新釈四谷怪談(前後編) Shin'yaku Yotsuya kaidan (sengo hen)
1949 Let's Toast the Young Lady お嬢さん乾杯! Ojō-san kanpai!
1950 Wedding Ring (aka, Engagement Ring) 婚約指環 Kon'yaku yubiwa
1952 Fireworks by the Ocean (aka, Fireworks Over the Sea) 海の花火 Umi no hanabi
1952 A Record of Youth (aka, Boyhood) 少年期 Shonen-ki
1952 Carmen Se ne torna a casa (カルメン故郷に帰る Karumen kokyō ni kaeru)
1952 Good Devil 善魔 Zenma
1952 Il puro amore di Carmen (カルメン純情す Karumen junjōsu)
1953 Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese] (日本の悲劇 Nihon no higeki) - 3/5
1954 Ventiquattro occhi (二十四の瞳 Nijushi no hitomi)
1954 The Garden of Women (aka, The Eternal Generation) 女の園 Onna no sono
1955 My First Love Affair (aka, You Were Like a Wild Chrysanthermum) 野菊の如き君なりき Nogiku no gotoki kimi nariki
1955 The Tattered Wings (aka, Distant Clouds) 遠い雲 Tōi kumo
1956 A Rose on His Arm 太陽とバラ Taiyō to bara
1956 Farewell to Dream (aka, Clouds at Twilight) 夕やけ雲 Yūyake-gumo
1957 Danger Stalks Near (aka, Candle in the Wind) 風前の灯 Fūzen no tomoshibi
1957 The Lighthouse (aka, Years of Joy and Sorrow) 喜びも悲しみも幾歳月 Yorokobi mo kanashimi mo ikutoshitsuki
1958 The Eternal Rainbow この天の虹 Kono ten no niji
1959 The Snow Flurry 風花 Kaza-hana
1959 Farewell to Spring 惜春鳥 Sekishunchō
1958 La leggenda di Narayama (楢山節考 Narayama bushi kō)
1960 The River Fuefuki 笛吹川 Fuefukigawa
1960 Spring Dreams 春の夢 Haru no yume
1961 Amore immortale (永遠の人 Eien no hito)
1962 Ballad of a Workman (aka, The Seasons We Walked Together) 二人で歩いた幾春秋 Futari de aruita ikushunjū
1962 This Year's Love 今年の恋 Kotoshi no koi
1963 Legend of a Duel to the Death 死闘の伝説 Shitō no densetsu
1963 Sing, Young People! 歌え若人達 Utae wakōdotachi
1964 The Scent of Incense 香華 Kōge
1967 Lovely Flute and Drum なつかしき笛や太鼓 Natsukashiki fue ya taiko
1969 Thus Another Day 今日もまたかくてありなん Kyō mo mata kakute arinan
1976 Love and Separation in Sri Lanka スリランカの愛と別れ Suri Ranka no ai to wakare
1979 Oh, My son! (aka, Impulse Murder) 衝動殺人・息子よ Shōdō satsujin musuko yo
1980 The Young Rebels 父よ母よ! Chichi yo, haha yo!
1983 Children of Nagasaki この子を残して Kono ko o nokoshite
1986 Big Joys, Small Sorrows 新・喜びも悲しみも幾歳月 Shin yorokobi mo kanoshimi mo ikutoshitsuki
1988 Father 父 Chichi
Kinoshita (1912-1998), giapponese, è un regista molto noto in patria ma molto meno conosciuto in occidente. Appassionato del cinema fin da bambino, entra nella Shochiku come direttore della fotografia dopo aver studiato alla Oriental Photography School. Allo scoppio della WWII sarà chiamato in guerra in Cina, da cui farà ritorno con un congedo per malattia. Dedicandosi completamente al cinema, diventa regista nel 1943 vincendo il premio per miglior cineasta esordiente (battendo Akira Kurosawa che esordì nello stesso anno) con Port of Flowers. In seguitò realizzò tantissimi film, riscuotendo successi di pubblico e di critica, fra cui in occidente sono noti soprattutto Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese] e La leggenda di Narayama (rifatto da Imamura nel 1983).
-Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese]
Giappone 1953 - drammatico - 116min.
Fin dove può spingersi l'amore di una madre verso i propri figli? Fino alla prostituzione, alla vendita della propria dignità per assicurare ad essi un futuro; e se i figli, malgrado tutti i sacrifici compiuti dalla madre, la disconoscono, la disprezzano, che le resta? Solo morte.
Melodramma alla giapponese: tragico fino alle lacrime (almeno per lo spettatore dell'epoca), oggi forse colpisce di più per i suoi meriti tecnici, fra cui una bella fotografia senza luci artificiali, memore della lezione neorealista, ed una regia misurata che muove appena la telecamera ricorrendo ad un unico movimento, la carrellata laterale, che diviene leitmotiv del film spezzando la monotonia della camera fissa. Il montaggio inoltre spezza la narrazione con inserti di cinegiornali che illustrano i movimenti di piazza, i disordini sociali, le lotte popolari dell'epoca: un periodo di grande agitazione sociale quello del dopoguerra giapponese, in cui si fatica a trovare il proprio posto nel mondo ed in cui una madre (ottima interpretazione di Yûko Mochizuki, premiata in patria) è disposta a tutto per far avere successo ai figli. Picco emozionale nel tragico finale, ma il film è in grado di coinvolgere per tutta la sua durata grazie ad una scrittura agile ed ancora godibile.
Voto: 3/5
1943 Port of Flowers 花咲く港 Hana saku minato
1944 The Army 陸軍 Rikugun
1944 Jubilation Street 歓呼の町 Kanko no Machi
1946 The Girl I Loved わが恋せし乙女 Waga koiseshi otome
1946 La mattina della famiglia Osone (大曾根家の朝 Ōsone-ke no asa)
1947 Phoenix 不死鳥 Fushichō
1947 Marriage 結婚 Kekkon
1948 Apostasy 破戒 Hakai
1948 The Portrait 肖像 Shōzō
1948 The Lady (aka, Woman) 女 Onna
1949 Broken Drum 破れ太鼓 Yabure daiko
1949 The Yotsuya Ghost Story I & II 新釈四谷怪談(前後編) Shin'yaku Yotsuya kaidan (sengo hen)
1949 Let's Toast the Young Lady お嬢さん乾杯! Ojō-san kanpai!
1950 Wedding Ring (aka, Engagement Ring) 婚約指環 Kon'yaku yubiwa
1952 Fireworks by the Ocean (aka, Fireworks Over the Sea) 海の花火 Umi no hanabi
1952 A Record of Youth (aka, Boyhood) 少年期 Shonen-ki
1952 Carmen Se ne torna a casa (カルメン故郷に帰る Karumen kokyō ni kaeru)
1952 Good Devil 善魔 Zenma
1952 Il puro amore di Carmen (カルメン純情す Karumen junjōsu)
1953 Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese] (日本の悲劇 Nihon no higeki) - 3/5
1954 Ventiquattro occhi (二十四の瞳 Nijushi no hitomi)
1954 The Garden of Women (aka, The Eternal Generation) 女の園 Onna no sono
1955 My First Love Affair (aka, You Were Like a Wild Chrysanthermum) 野菊の如き君なりき Nogiku no gotoki kimi nariki
1955 The Tattered Wings (aka, Distant Clouds) 遠い雲 Tōi kumo
1956 A Rose on His Arm 太陽とバラ Taiyō to bara
1956 Farewell to Dream (aka, Clouds at Twilight) 夕やけ雲 Yūyake-gumo
1957 Danger Stalks Near (aka, Candle in the Wind) 風前の灯 Fūzen no tomoshibi
1957 The Lighthouse (aka, Years of Joy and Sorrow) 喜びも悲しみも幾歳月 Yorokobi mo kanashimi mo ikutoshitsuki
1958 The Eternal Rainbow この天の虹 Kono ten no niji
1959 The Snow Flurry 風花 Kaza-hana
1959 Farewell to Spring 惜春鳥 Sekishunchō
1958 La leggenda di Narayama (楢山節考 Narayama bushi kō)
1960 The River Fuefuki 笛吹川 Fuefukigawa
1960 Spring Dreams 春の夢 Haru no yume
1961 Amore immortale (永遠の人 Eien no hito)
1962 Ballad of a Workman (aka, The Seasons We Walked Together) 二人で歩いた幾春秋 Futari de aruita ikushunjū
1962 This Year's Love 今年の恋 Kotoshi no koi
1963 Legend of a Duel to the Death 死闘の伝説 Shitō no densetsu
1963 Sing, Young People! 歌え若人達 Utae wakōdotachi
1964 The Scent of Incense 香華 Kōge
1967 Lovely Flute and Drum なつかしき笛や太鼓 Natsukashiki fue ya taiko
1969 Thus Another Day 今日もまたかくてありなん Kyō mo mata kakute arinan
1976 Love and Separation in Sri Lanka スリランカの愛と別れ Suri Ranka no ai to wakare
1979 Oh, My son! (aka, Impulse Murder) 衝動殺人・息子よ Shōdō satsujin musuko yo
1980 The Young Rebels 父よ母よ! Chichi yo, haha yo!
1983 Children of Nagasaki この子を残して Kono ko o nokoshite
1986 Big Joys, Small Sorrows 新・喜びも悲しみも幾歳月 Shin yorokobi mo kanoshimi mo ikutoshitsuki
1988 Father 父 Chichi
Kinoshita (1912-1998), giapponese, è un regista molto noto in patria ma molto meno conosciuto in occidente. Appassionato del cinema fin da bambino, entra nella Shochiku come direttore della fotografia dopo aver studiato alla Oriental Photography School. Allo scoppio della WWII sarà chiamato in guerra in Cina, da cui farà ritorno con un congedo per malattia. Dedicandosi completamente al cinema, diventa regista nel 1943 vincendo il premio per miglior cineasta esordiente (battendo Akira Kurosawa che esordì nello stesso anno) con Port of Flowers. In seguitò realizzò tantissimi film, riscuotendo successi di pubblico e di critica, fra cui in occidente sono noti soprattutto Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese] e La leggenda di Narayama (rifatto da Imamura nel 1983).
-Tragedia del Giappone [aka: Una tragedia giapponese]
Giappone 1953 - drammatico - 116min.
Fin dove può spingersi l'amore di una madre verso i propri figli? Fino alla prostituzione, alla vendita della propria dignità per assicurare ad essi un futuro; e se i figli, malgrado tutti i sacrifici compiuti dalla madre, la disconoscono, la disprezzano, che le resta? Solo morte.
Melodramma alla giapponese: tragico fino alle lacrime (almeno per lo spettatore dell'epoca), oggi forse colpisce di più per i suoi meriti tecnici, fra cui una bella fotografia senza luci artificiali, memore della lezione neorealista, ed una regia misurata che muove appena la telecamera ricorrendo ad un unico movimento, la carrellata laterale, che diviene leitmotiv del film spezzando la monotonia della camera fissa. Il montaggio inoltre spezza la narrazione con inserti di cinegiornali che illustrano i movimenti di piazza, i disordini sociali, le lotte popolari dell'epoca: un periodo di grande agitazione sociale quello del dopoguerra giapponese, in cui si fatica a trovare il proprio posto nel mondo ed in cui una madre (ottima interpretazione di Yûko Mochizuki, premiata in patria) è disposta a tutto per far avere successo ai figli. Picco emozionale nel tragico finale, ma il film è in grado di coinvolgere per tutta la sua durata grazie ad una scrittura agile ed ancora godibile.
Voto: 3/5
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