Remake (2006)
Kill Buljo (2007)
Dead Snow (2009) - 1/5
Tomme tønner (2009)
Wirkola (1979), norvegese, è specializzato in film parodici dalle tinte splatter.
-Dead Snow
Norvegia 2009 - commedia horror - 90min.
Un gruppo di amici, studenti di medicina, va a trascorrere una vacanza in una baita in mezzo alle montagne innevate. Qui vengono a conoscenza di una leggenda locale che vede le vette maledette e popolate da famelici esseri assetati di sangue. Ovviamente non ci credono. Ovviamente moriranno.
Parodia orrorifica che mescola Raimi e Romero con il risultato di un'accozzaglia di cliché che non fa ridere quasi per nulla. Non raggiunge nemmeno la soglia minima di divertimento raccomandabile per consigliarlo per una visione tra amici. Riciclare stereotipi non è garanzia di divertimento e questo film ne è la prova. Peccato perché la fotografia coglie immortala qualche bell'immagine qua e là. L'interpretazione migliore è quella del colonnello Herzog.
Chi vedrà il film coglierà l'ironia.
Voto: 1/5
Questo blog ospita recensioni di film di ogni genere ed epoca. Ogni regista ha una scheda dedicata, con l'indicazione della sua filmografia, seguita dalle recensioni dei singoli film. I film qui recensiti sono solo una parte di tutti quelli che ho visto. In basso troverete gli indici di film e registi. Per gli ultimi aggiornamenti consultate la sezione News nella colonna di destra. Le F.A.Q. sono poco più sotto. Film recensiti: 900
lunedì 26 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
Brett Leonard
Incubo in corsia (The Dead Pit) (1989)
Il tagliaerbe (The Lawnmower Man) (1992)
Premonizioni (Hideaway) (1995)
Virtuality (Virtuosity) (1995)
T-Rex: Back to the Cretaceous (1998)
Siegfried & Roy: The Magic Box (1999)
Man-Thing - La natura del terrore (Man-Thing) (2005)
Feed (2005) - 1,5/5
Highlander: The Source (2007)
leonard (1959), americano, regista di videoclip oltre che di cinema, è noto al pubblico principalmente per l'adattamento (molto libero) del racconto di Stephen King Il tagliaerbe, ma anche Feed ha avuto un certo successo underground.
-Feed
Australia 2005 - thriller - 101min.
Il cyber-poliziotto Richard (Jack Thompson) è da poco tornato a casa dopo una missione in Germania (richiamo al caso del cannibale di Hamburg). Sconvolto per ciò che vede nel suo lavoro ed insoddisfatto dal rapporto con la sua compagna, che lo lascia, è in piena crisi. Scopre un sito illegale in cui sono pubblicati video di feeder, persone che che nutrono donne consenzienti fino a renderle enormemente grasse, il che spesso porta alla loro morte. Indagando sul caso, Thompson scoprirà un mondo sommerso di depravazione senza limiti.
Lo spunto interessante è l'unica cosa positiva del film, adatto solo a stomaci forti, weird-seekers, horror fans e depravati. La realizzazione tecnica è povera, benché gli effetti speciali "ingrassanti" funzionino, è la recitazione è quello che è. Anche il finale scivola nel già visto risultando banale, sebbene la vicenda presenti qualche momento interessante specie dal punto di vista del problema giudiziario: è illegale dar da mangiare ad una persona consenziente?
Ributtante.
Voto: 1,5/5
Il tagliaerbe (The Lawnmower Man) (1992)
Premonizioni (Hideaway) (1995)
Virtuality (Virtuosity) (1995)
T-Rex: Back to the Cretaceous (1998)
Siegfried & Roy: The Magic Box (1999)
Man-Thing - La natura del terrore (Man-Thing) (2005)
Feed (2005) - 1,5/5
Highlander: The Source (2007)
leonard (1959), americano, regista di videoclip oltre che di cinema, è noto al pubblico principalmente per l'adattamento (molto libero) del racconto di Stephen King Il tagliaerbe, ma anche Feed ha avuto un certo successo underground.
-Feed
Australia 2005 - thriller - 101min.
Il cyber-poliziotto Richard (Jack Thompson) è da poco tornato a casa dopo una missione in Germania (richiamo al caso del cannibale di Hamburg). Sconvolto per ciò che vede nel suo lavoro ed insoddisfatto dal rapporto con la sua compagna, che lo lascia, è in piena crisi. Scopre un sito illegale in cui sono pubblicati video di feeder, persone che che nutrono donne consenzienti fino a renderle enormemente grasse, il che spesso porta alla loro morte. Indagando sul caso, Thompson scoprirà un mondo sommerso di depravazione senza limiti.
Lo spunto interessante è l'unica cosa positiva del film, adatto solo a stomaci forti, weird-seekers, horror fans e depravati. La realizzazione tecnica è povera, benché gli effetti speciali "ingrassanti" funzionino, è la recitazione è quello che è. Anche il finale scivola nel già visto risultando banale, sebbene la vicenda presenti qualche momento interessante specie dal punto di vista del problema giudiziario: è illegale dar da mangiare ad una persona consenziente?
Ributtante.
Voto: 1,5/5
Dino Risi
Vacanze col gangster (1951)
Il viale della speranza (1953)
L'amore in città - episodio Paradiso per 4 ore (1953)
Il segno di Venere (1955)
Pane, amore e... (1955)
Poveri ma belli (1957)
La nonna Sabella (1957)
Belle ma povere (1957)
Il vedovo (1959)
Poveri milionari (1959)
Venezia, la luna e tu (1959)
Il mattatore (1959)
Un amore a Roma (1960)
A porte chiuse (1961)
Una vita difficile (1961)
Il sorpasso (1962)
Il successo (1963)
La marcia su Roma (1963)
Il giovedì (1963)
I mostri (1963)
Le bambole - episodio La telefonata (1965)
Il gaucho (1965)
I complessi - episodio Una giornata decisiva (1965)
L'ombrellone (1966)
I nostri mariti - episodio Il marito di Attilia (1966)
Operazione San Gennaro (1966)
Il tigre (1967)
Straziami, ma di baci saziami (1968)
Il profeta (1968)
Vedo nudo (1969)
Il giovane normale (1969)
La moglie del prete (1970)
Noi donne siamo fatte così (1971)
In nome del popolo italiano (1971)
Mordi e fuggi (1973)
Sessomatto (1973)
Profumo di donna (1974)
Telefoni bianchi (1976)
Anima persa (1977) - 3/5
La stanza del vescovo (1977)
I nuovi mostri - episodi Con i saluti degli amici, Tantum ergo, Pornodiva, Mammina e mammine e Senza parole (1977)
Primo amore (1978)
Caro papà (1979)
Sono fotogenico (1980)
I seduttori della domenica - episodio Il carnet di Armando (1980)
Fantasma d'amore (1981)
Sesso e volentieri (1982)
...e la vita continua (1984) (TV)
Dagobert (1984)
Scemo di guerra (1985)
Il commissario Lo Gatto (1986)
Teresa (1987)
Carla - Quattro storie di donne (1987) (TV)
Il vizio di vivere (1988) (TV)
La ciociara (1988) (TV)
Vita coi figli (1990) (TV)
Tolgo il disturbo (1990)
Missione d'amore (1992) (Miniserie TV)
Giovani e belli (1996)
Esercizi di stile - episodio Myriam (1996)
Le ragazze di Miss Italia (2002) (TV)
Risi (1916-2008), prolifico regista-sceneggiatore milanese, è stato uno dei maggiori esponenti della commedia all'italiana, ma ha spaziato in diversi generi.
-Anima persa
Italia 1977 - thriller/drammatico - 97min.
Il giovane Tino va a Venezia ospite degli zii per studiare arte. La casa è una decadente magione dell'alta aristocrazia veneziana, per metà disabitata ed in stato di abbandono. Lo zio (Vittorio Gassman) è un uomo rigido e schematico, la zia (Catherine Deneuve) è afflitta dalla sua condizione di relegata in casa e soffre di emicranie ed insonnie. L'atmosfera che si respira nella casa è pesante, e lo diviene ancor di più quando Tino scopre l'esistenza di un fratello pazzo dello zio relegato in soffitta...
Tratto dal romanzo Un'anima persa di Giovanni Arpino (proprio come il precedente Profumo di donna), il film è uno stacco netto rispetto alla commedia tipica di Risi, che qui si cimenta nel thriller psicologico alla Polanski (elemento esplicitato dalla presenza della Deneuve), forte dell'atmosfera malsana di una Venezia sudicia e spettrale. Sebbene l'impianto narrativo non riservi grosse sorprese, dato che lo svolgimento è intuibile, il finale è comunque in grado di riservare qualche sorpresa. C'è un notevole lavoro scenografico e fotografico che contribuisce in maniera determinate al risultato finale, inabissando la torbida vicenda in un'ambiente lugubre e pulsante di malsanità. Il terzetto di interpreti principali, Gassman fra tutti, garantisce una prova attoriale da ricordare.
Film di genere intrigante e non privo di fascino.
Voto: 3/5
Il viale della speranza (1953)
L'amore in città - episodio Paradiso per 4 ore (1953)
Il segno di Venere (1955)
Pane, amore e... (1955)
Poveri ma belli (1957)
La nonna Sabella (1957)
Belle ma povere (1957)
Il vedovo (1959)
Poveri milionari (1959)
Venezia, la luna e tu (1959)
Il mattatore (1959)
Un amore a Roma (1960)
A porte chiuse (1961)
Una vita difficile (1961)
Il sorpasso (1962)
Il successo (1963)
La marcia su Roma (1963)
Il giovedì (1963)
I mostri (1963)
Le bambole - episodio La telefonata (1965)
Il gaucho (1965)
I complessi - episodio Una giornata decisiva (1965)
L'ombrellone (1966)
I nostri mariti - episodio Il marito di Attilia (1966)
Operazione San Gennaro (1966)
Il tigre (1967)
Straziami, ma di baci saziami (1968)
Il profeta (1968)
Vedo nudo (1969)
Il giovane normale (1969)
La moglie del prete (1970)
Noi donne siamo fatte così (1971)
In nome del popolo italiano (1971)
Mordi e fuggi (1973)
Sessomatto (1973)
Profumo di donna (1974)
Telefoni bianchi (1976)
Anima persa (1977) - 3/5
La stanza del vescovo (1977)
I nuovi mostri - episodi Con i saluti degli amici, Tantum ergo, Pornodiva, Mammina e mammine e Senza parole (1977)
Primo amore (1978)
Caro papà (1979)
Sono fotogenico (1980)
I seduttori della domenica - episodio Il carnet di Armando (1980)
Fantasma d'amore (1981)
Sesso e volentieri (1982)
...e la vita continua (1984) (TV)
Dagobert (1984)
Scemo di guerra (1985)
Il commissario Lo Gatto (1986)
Teresa (1987)
Carla - Quattro storie di donne (1987) (TV)
Il vizio di vivere (1988) (TV)
La ciociara (1988) (TV)
Vita coi figli (1990) (TV)
Tolgo il disturbo (1990)
Missione d'amore (1992) (Miniserie TV)
Giovani e belli (1996)
Esercizi di stile - episodio Myriam (1996)
Le ragazze di Miss Italia (2002) (TV)
Risi (1916-2008), prolifico regista-sceneggiatore milanese, è stato uno dei maggiori esponenti della commedia all'italiana, ma ha spaziato in diversi generi.
-Anima persa
Italia 1977 - thriller/drammatico - 97min.
Il giovane Tino va a Venezia ospite degli zii per studiare arte. La casa è una decadente magione dell'alta aristocrazia veneziana, per metà disabitata ed in stato di abbandono. Lo zio (Vittorio Gassman) è un uomo rigido e schematico, la zia (Catherine Deneuve) è afflitta dalla sua condizione di relegata in casa e soffre di emicranie ed insonnie. L'atmosfera che si respira nella casa è pesante, e lo diviene ancor di più quando Tino scopre l'esistenza di un fratello pazzo dello zio relegato in soffitta...
Tratto dal romanzo Un'anima persa di Giovanni Arpino (proprio come il precedente Profumo di donna), il film è uno stacco netto rispetto alla commedia tipica di Risi, che qui si cimenta nel thriller psicologico alla Polanski (elemento esplicitato dalla presenza della Deneuve), forte dell'atmosfera malsana di una Venezia sudicia e spettrale. Sebbene l'impianto narrativo non riservi grosse sorprese, dato che lo svolgimento è intuibile, il finale è comunque in grado di riservare qualche sorpresa. C'è un notevole lavoro scenografico e fotografico che contribuisce in maniera determinate al risultato finale, inabissando la torbida vicenda in un'ambiente lugubre e pulsante di malsanità. Il terzetto di interpreti principali, Gassman fra tutti, garantisce una prova attoriale da ricordare.
Film di genere intrigante e non privo di fascino.
Voto: 3/5
mercoledì 21 dicembre 2011
Matthew Vaughn
The Pusher (Layer Cake) (2004)
Stardust (2007)
Kick-Ass (2010) - 3,5/5
X-Men - L'inizio (X-Men: First Class) (2011)
Vaughn (1971), regista e produttore inglese, ha ottenuto notorietà col suo primo lungometraggio Layer Cake con Daniel Craig. Poi ha realizzato due adattamenti: uno da un libro del fumettista Neil Gaiman, Stardust, e uno dalla saga a fumetti Kick-Ass. Ha anche prodotto molti film in collaborazione con Guy Ritchie.
-Kick-Ass
USA/UK 2010 - azione/fantastico - 117min.
Un ragazzo un po' sfigato di una qualsiasi città americana fa la sua vita normale in compagnia di un paio di amici, cercando un modo per abbordare la ragazza che gli piace senza riuscirci ecc. Come molti della sua età è anche appassionato di fumetti di supereroi, e decide di diventarlo lui stesso. La sua prima impresa per poco non lo porta alla morte, ma ha anche una conseguenza positiva: diventa poco sensibile al dolore. Diventa famoso sul web grazie ad un video amatoriale, ed è una spina nel fianco di un potente criminale che vuole farlo fuori. Auto-nominatosi Kick-Ass, il nostro eroe scoprirà di non essere il solo in città.
Bellissimo film che stravolge il genere, prende per il culo Spider-Man ribaltandone la morale (le grandi responsabilità ce le hanno tutti, anche chi non ha alcun potere) e Batman (è presente Nicolas Cage che si veste con un costume simile a quello del pipistrello). Privo di superpoteri un eroe può fare poco. O forse no? Il film, sarabanda di scene d'azione ben coreografate, situazioni assurde, scurrilità a iosa, violenza fumettistico/Matrix-style/tarantiniana, musica rock a palla, propende per quest'ultima ipotesi, e si diverte a dipingere l'improbabile situazione di un ragazzo che vuol far qualcosa per il mondo. Difficile valutare se ci sia una morale in questo film, a volte soffocato dall'azione violenta. Quel che è certo è che è una delle cose più divertenti e fuori dagli schemi che Hollywood abbia sfornato da anni. Se vi fa un certo effetto vedere una ragazzina undicenne che impala un gruppo di trafficanti, allora potreste trovarlo di cattivo gusto; personalmente lo ritengo geniale.
Tratto dalla serie di fumetti creata da Mark Millar e disegnata da John Romita Jr.
Voto: 3,5/5
Stardust (2007)
Kick-Ass (2010) - 3,5/5
X-Men - L'inizio (X-Men: First Class) (2011)
Vaughn (1971), regista e produttore inglese, ha ottenuto notorietà col suo primo lungometraggio Layer Cake con Daniel Craig. Poi ha realizzato due adattamenti: uno da un libro del fumettista Neil Gaiman, Stardust, e uno dalla saga a fumetti Kick-Ass. Ha anche prodotto molti film in collaborazione con Guy Ritchie.
-Kick-Ass
USA/UK 2010 - azione/fantastico - 117min.
Un ragazzo un po' sfigato di una qualsiasi città americana fa la sua vita normale in compagnia di un paio di amici, cercando un modo per abbordare la ragazza che gli piace senza riuscirci ecc. Come molti della sua età è anche appassionato di fumetti di supereroi, e decide di diventarlo lui stesso. La sua prima impresa per poco non lo porta alla morte, ma ha anche una conseguenza positiva: diventa poco sensibile al dolore. Diventa famoso sul web grazie ad un video amatoriale, ed è una spina nel fianco di un potente criminale che vuole farlo fuori. Auto-nominatosi Kick-Ass, il nostro eroe scoprirà di non essere il solo in città.
Bellissimo film che stravolge il genere, prende per il culo Spider-Man ribaltandone la morale (le grandi responsabilità ce le hanno tutti, anche chi non ha alcun potere) e Batman (è presente Nicolas Cage che si veste con un costume simile a quello del pipistrello). Privo di superpoteri un eroe può fare poco. O forse no? Il film, sarabanda di scene d'azione ben coreografate, situazioni assurde, scurrilità a iosa, violenza fumettistico/Matrix-style/tarantiniana, musica rock a palla, propende per quest'ultima ipotesi, e si diverte a dipingere l'improbabile situazione di un ragazzo che vuol far qualcosa per il mondo. Difficile valutare se ci sia una morale in questo film, a volte soffocato dall'azione violenta. Quel che è certo è che è una delle cose più divertenti e fuori dagli schemi che Hollywood abbia sfornato da anni. Se vi fa un certo effetto vedere una ragazzina undicenne che impala un gruppo di trafficanti, allora potreste trovarlo di cattivo gusto; personalmente lo ritengo geniale.
Tratto dalla serie di fumetti creata da Mark Millar e disegnata da John Romita Jr.
Voto: 3,5/5
domenica 18 dicembre 2011
Jean-Jacques Annaud
Bianco e nero a colori (Noir et blancs en couleur) (1977)
Il sostituto (Coup de tête) (1978)
La guerra del fuoco (La guerre du feu) (1981)
Il nome della rosa (Der Name der Rose) (1986)
L'orso (L'Ours) (1988)
L'amante (L'amant) (1992)
Les Ailes du courage (1995)
Sette anni in Tibet (Seven Years In Tibet) (1997)
Il nemico alle porte (Enemy at the Gates) (2001)
Due fratelli (Two Brothers) (2004)
Sa Majesté Minor (2007)
Il principe del deserto (Black Gold) (2011) - 3/5
Annaud (1943), francese, è noto per i suoi lavori concilianti impegno e spettacolo. Dopo aver studiato all'École technique de photographie et de cinéma di Parigi e all'Institut des hautes études cinématographiques (IDHEC), ha iniziato a lavorare come pubblicitario. Già dal suo primo film, oscar per miglior film straniero, mostra la sua predilezione per i luoghi esotici, ripresi in molti suoi film.
-Il principe del deserto
Francia/Italia/Qatar 2011 - avventura/storico - 130min.
Il sostituto (Coup de tête) (1978)
La guerra del fuoco (La guerre du feu) (1981)
Il nome della rosa (Der Name der Rose) (1986)
L'orso (L'Ours) (1988)
L'amante (L'amant) (1992)
Les Ailes du courage (1995)
Sette anni in Tibet (Seven Years In Tibet) (1997)
Il nemico alle porte (Enemy at the Gates) (2001)
Due fratelli (Two Brothers) (2004)
Sa Majesté Minor (2007)
Il principe del deserto (Black Gold) (2011) - 3/5
Annaud (1943), francese, è noto per i suoi lavori concilianti impegno e spettacolo. Dopo aver studiato all'École technique de photographie et de cinéma di Parigi e all'Institut des hautes études cinématographiques (IDHEC), ha iniziato a lavorare come pubblicitario. Già dal suo primo film, oscar per miglior film straniero, mostra la sua predilezione per i luoghi esotici, ripresi in molti suoi film.
-Il principe del deserto
Francia/Italia/Qatar 2011 - avventura/storico - 130min.
Penisola arabica, inizio '900. Due capitribù si incontrano in mezzo ad un campo di battaglia: Amar (Mark Strong) deve accettare le condizioni di resa, avendo perso lo scontro, ovvero la proclamazione della Striscia Gialla (il territorio conteso tra i due) come territorio neutrale, zona cuscinetto fra i dominii dei due. A garanzia del rispetto del patto, Amar deve consegnare al rivale Nesib (Antonio Banderas) i suoi due figli, Saleeh e Auda, che verranno cresciuti dal nemico.
Anni dopo, Un gruppo di rappresentanti di compagnie petrolifere texane annunciano a Nesib di aver scoperto il petrolio nella Striscia Gialla, e di voler contrattare con lui per lo sfruttamento: come assicurarsi le risorse della zona neutrale senza violare il patto siglato anni prima? I due fratelli possono essere lo strumento giusto; ma le cose non vanno come dovrebbero.
Tratto dal romanzo “Paese dalle ombre lunghe” (1957) dell'italo-svizzero Hans Ruesch (1913-2007), l'undicesimo lungometraggio di Jean-Jacques Annaud è un epica storica che è impossibile non raffrontare a Lawrence d'Arabia, più per la scarsa quantità di film epici di ambientazione araba che per il concept di fondo, molto diverso. Ma la traversata del deserto e le imponenti scene di battaglia richiamano per forza alla mente il film di David Lean, che rimane insuperato per grandiosità dell'affresco sociopolitico.
Ciò non toglie nulla al lavoro più che apprezzabile svolto da Annaud assieme al produttore Tarak Ben Ammar, ideatore del progetto. L'opera si concentra sulle psicologie dei protagonisti e sulla evoluzione delle stesse: Auda, il protagonista della storia, passa dalla personalità schiva e timorosa a quella coraggiosa del combattente con convincente progressione, e non è che una delle numerose figure i cui comportamenti si modificheranno nel corso della lunga vicenda.
Tutto senza trascurare l'aspetto avventuroso tipicamente romanzesco né l'aspirazione al resoconto storico di un mondo teocratico che si trova improvvisamente a dover fare i conti con i concetti più terreni di “economia, mercato, profitto”: il mondo industriale che avanza e che gli arabi dell'epoca faticano a capire, continuando a questionare sul significato delle sure del Corano, la lotta per il mantenimento della propria identità in un mondo che cambia inesorabilmente, in bilico fra convivenza pacifica e scontro di civiltà. Temi caria ad Annaud, che li ha già affrontati in Sette anni in Tibet, L'amante e persino nel suo film d'esordio Bianco e nero a colori, Oscar per miglior film straniero 1977.
Purtroppo questo anelare alla grandiosità ha prodotto alcuni difetti: la scelta del cast per esempio, lungi dal provocare deficienze qualitative, lasciano un po' perplessi riguardo la provenienza: perchè far interpretare il ruolo di una principessa araba a Freida Pinto che, pur splendida, è indiana? Anche Banderas appare fuori posto, ma la sua interpretazione è notevole. Inoltre alcune lungaggini potevano essere tagliate. Encomiabile invece il rifiuto di usare effetti speciali computerizzati, conferendo al film la giusta dose di realismo e verosimiglianza.
Dipanandosi attraverso vari anni e districandosi fra personaggi di provenienze e proponimenti svariati, il regista è riuscito nella difficile impresa di coniugare assieme potenza narrativa, coerenza logica, rispetto del contesto storico (grande il lavoro di ricostruzione ambientale, con centinaia di costumi e riproduzioni di armi da guerra), analisi socio-politico-culturale, ottenendo come risultato un film che parla dell'Oriente fatto per essere visto ed apprezzato dall'Occidente.
Sciocco il titolo italiano (l'originale è Or Noir).
Voto: 3/5
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mercoledì 7 dicembre 2011
Gaspar Noé
Tintarella di luna (1985)
Pulpe amère (1987)
Carne (1991)
Une expérience d'hypnose télévisuelle (1995)
Sodomites (1998)
Intoxication (1998)
Seul Contre Tous (1998)
Irréversible (2002) - 2,5/5
Eva (2005)
Destricted (segment, We Fuck Alone) (2006)
8 (segment, SIDA) (2007)
Enter The Void (2009) - 4/5
-Irréversible
Francia 2002 - drammatico - 95min.
Si inizia dalla fine (cronologicamente): un uomo viene portato in barella fuori dal locale gay Rectum. A ritroso, si assiste alla sortita di quest'ultimo (Vincent Cassel), assieme ad un amico, all'interno del locale per cercare un uomo. Il perché viene chiarito in seguito, andando ancora più indietro: è lo stupratore della moglie (Monica Bellucci) di lui.
Il film di Noè, che si rifarà ampiamente con Enter The Void, soffre di diverse pecche, a cominciare dalla costruzione in rewind in ritardo di due anni rispetto a Memento di Nolan. I coreografici movimenti di macchina che divengono reiterata marca stilistica nel succitato film successivo, appaiono qui un po' senza senso, inutilmente velleitari e fastidiosi alla vista, anche se di impatto nella sequenza all'interno del locale Rectum. Di buon impatto il piano-sequenza dello stupro, anche se da lì in avanti il film finisce, non succede più nulla di rilevante, e nella tranquilla descrizione della vita sentimental-sessuale della coppia la regia si rilassa in vuote conversazioni alla Tarantino con attori semi o totalmente nudi. Sembra in effetti la proposizione abbozzata dei temi che verranno affrontati in Enter The Void, e la cosa non stupisce dato che Noé ha realizzato Irréversible per ottenere i fondi necessari alla realizzazione dell'altro film.
Trattasi quindi di un film non particolarmente voluto, che funge più che altro da laboratorio in cui sperimentare alcune soluzioni visive che saranno riprese in seguito.
Voto: 2,5/5
-Enter The Void
Francia 2009 - sperimentale - 161min.(versione integrale)
Oscar, spacciatore americano che vive a Tokyo, è stato da poco raggiunto dalla sorella Linda. I due sono molto legati in seguito ad un trauma infantile comune. Oscar passa le sue giornate con l'amico Alex, fra droga e avventure sessuali. Una sera un'affare salta ed Oscar, tentando la fuga dalla retata della polizia, è sparato. Morente, prova la sensazione di uscita dal corpo tipica del trip allucinogeno, e di cui ha letto anche di recente nel Libro Tibetano Dei Morti, che descrive il viaggio dell'anima a seguito della morte fisica. Sogno di un moribondo o vera esperienza post-mortem?
Quindici anni di continue riscritture; più di un mese di riprese Fra Tokyo e Montreal; un anno di post-produzione per il complicato lavoro estetico e di effetti speciali; La presentazione a Cannes nel 2009 in versione integrale di 161 minuti, il lavoro ininterrotto di post-produzione che ritarda l'uscita nelle sale francesi di un anno in versione accorciata, di 154 minuti, poi in Usa e Uk in una riduzione di 137 minuti (se riprodotto a 25 frame al secondo) o 142 (se a 24 frame) ed ora, all'alba del 2011, anche in Italia (non so in che versione).
Enter The Void è il progetto di una vita, e come tale non può che essere un capolavoro. Paradigma della post-modernità, ma che forse va già oltre, usa i linguaggi correnti per crearne uno nuovo.
Tutto in soggettiva il lungo prologo; in prima persona anche il viaggio post-mortem, mentre i flashback sono spesso in terza persona ravvicinata (visuale da videogame, per intenderci, alle spalle del personaggio). Montato in modo da sembrare un ininterrotto piano-sequenza, a dir poco magistrale quando da un buco d'appartamento sale fino in cielo all'interno di un aeroplano per poi ridiscendere.
Noé si ispira parzialmente ai suoi trip giovanili, ma dichiara anche molti riferimenti artistici: 2001 evidentemente, nonché il libro soprammenzionato che ha effettivamente letto, ma anche il cinema sperimentale di Kenneth Anger, Jordan Belson e Peter Tscherkassky.
Splendida fotografia di Benoit Debie, già collaboratore di Noé in Irreversible.
Enter The Void è la rappresentazione dell'irrapresentabile, un'esperienza cinematografica al momento unica e di conseguenza imprescindibile per chiunque si interessi di quest'arte. A volte può risultare estenuante, ma tutto sta nel lasciarsi andare al flusso di immagini/ricordi/sogni stando al gioco del regista. Chi ha una mentalità troppo ristretta e pragmatica non potrà apprezzarlo.
Bel lavoro sul sound design, con suoni electronic che danno l'illusione di extra-fisicità. Accorta scelta degli attori, un mix fra professionisti ed amatoriali che rende il tutto più convincente.
Splendido finale aperto, affascinante ed irritante insieme.
Ipnotizzante, vertiginoso.
Rimarrà.
Voto: 4/5
Pulpe amère (1987)
Carne (1991)
Une expérience d'hypnose télévisuelle (1995)
Sodomites (1998)
Intoxication (1998)
Seul Contre Tous (1998)
Irréversible (2002) - 2,5/5
Eva (2005)
Destricted (segment, We Fuck Alone) (2006)
8 (segment, SIDA) (2007)
Enter The Void (2009) - 4/5
-Irréversible
Francia 2002 - drammatico - 95min.
Si inizia dalla fine (cronologicamente): un uomo viene portato in barella fuori dal locale gay Rectum. A ritroso, si assiste alla sortita di quest'ultimo (Vincent Cassel), assieme ad un amico, all'interno del locale per cercare un uomo. Il perché viene chiarito in seguito, andando ancora più indietro: è lo stupratore della moglie (Monica Bellucci) di lui.
Il film di Noè, che si rifarà ampiamente con Enter The Void, soffre di diverse pecche, a cominciare dalla costruzione in rewind in ritardo di due anni rispetto a Memento di Nolan. I coreografici movimenti di macchina che divengono reiterata marca stilistica nel succitato film successivo, appaiono qui un po' senza senso, inutilmente velleitari e fastidiosi alla vista, anche se di impatto nella sequenza all'interno del locale Rectum. Di buon impatto il piano-sequenza dello stupro, anche se da lì in avanti il film finisce, non succede più nulla di rilevante, e nella tranquilla descrizione della vita sentimental-sessuale della coppia la regia si rilassa in vuote conversazioni alla Tarantino con attori semi o totalmente nudi. Sembra in effetti la proposizione abbozzata dei temi che verranno affrontati in Enter The Void, e la cosa non stupisce dato che Noé ha realizzato Irréversible per ottenere i fondi necessari alla realizzazione dell'altro film.
Trattasi quindi di un film non particolarmente voluto, che funge più che altro da laboratorio in cui sperimentare alcune soluzioni visive che saranno riprese in seguito.
Voto: 2,5/5
-Enter The Void
Francia 2009 - sperimentale - 161min.(versione integrale)
Oscar, spacciatore americano che vive a Tokyo, è stato da poco raggiunto dalla sorella Linda. I due sono molto legati in seguito ad un trauma infantile comune. Oscar passa le sue giornate con l'amico Alex, fra droga e avventure sessuali. Una sera un'affare salta ed Oscar, tentando la fuga dalla retata della polizia, è sparato. Morente, prova la sensazione di uscita dal corpo tipica del trip allucinogeno, e di cui ha letto anche di recente nel Libro Tibetano Dei Morti, che descrive il viaggio dell'anima a seguito della morte fisica. Sogno di un moribondo o vera esperienza post-mortem?
Quindici anni di continue riscritture; più di un mese di riprese Fra Tokyo e Montreal; un anno di post-produzione per il complicato lavoro estetico e di effetti speciali; La presentazione a Cannes nel 2009 in versione integrale di 161 minuti, il lavoro ininterrotto di post-produzione che ritarda l'uscita nelle sale francesi di un anno in versione accorciata, di 154 minuti, poi in Usa e Uk in una riduzione di 137 minuti (se riprodotto a 25 frame al secondo) o 142 (se a 24 frame) ed ora, all'alba del 2011, anche in Italia (non so in che versione).
Enter The Void è il progetto di una vita, e come tale non può che essere un capolavoro. Paradigma della post-modernità, ma che forse va già oltre, usa i linguaggi correnti per crearne uno nuovo.
Tutto in soggettiva il lungo prologo; in prima persona anche il viaggio post-mortem, mentre i flashback sono spesso in terza persona ravvicinata (visuale da videogame, per intenderci, alle spalle del personaggio). Montato in modo da sembrare un ininterrotto piano-sequenza, a dir poco magistrale quando da un buco d'appartamento sale fino in cielo all'interno di un aeroplano per poi ridiscendere.
Noé si ispira parzialmente ai suoi trip giovanili, ma dichiara anche molti riferimenti artistici: 2001 evidentemente, nonché il libro soprammenzionato che ha effettivamente letto, ma anche il cinema sperimentale di Kenneth Anger, Jordan Belson e Peter Tscherkassky.
Splendida fotografia di Benoit Debie, già collaboratore di Noé in Irreversible.
Enter The Void è la rappresentazione dell'irrapresentabile, un'esperienza cinematografica al momento unica e di conseguenza imprescindibile per chiunque si interessi di quest'arte. A volte può risultare estenuante, ma tutto sta nel lasciarsi andare al flusso di immagini/ricordi/sogni stando al gioco del regista. Chi ha una mentalità troppo ristretta e pragmatica non potrà apprezzarlo.
Bel lavoro sul sound design, con suoni electronic che danno l'illusione di extra-fisicità. Accorta scelta degli attori, un mix fra professionisti ed amatoriali che rende il tutto più convincente.
Splendido finale aperto, affascinante ed irritante insieme.
Ipnotizzante, vertiginoso.
Rimarrà.
Voto: 4/5
domenica 4 dicembre 2011
Jean-Pierre Améris
Le bateau de mariage (1993)
Les aveux de l'innocent (1996)
Tous nos voeux de bonheur (1997)
Madame Dubois - Hôtel Bellevue (1997)
L'amour à vif (1998)
Mauvaises fréquentations (1999)
C'est la vie (2001)
Poids léger (2004)
Je m'appelle Elisabeth (2006)
Maman est folle (2007)
Emotivi Anonimi (Les Émotifs anonymes) (2010) - 2/5
Améris (1961), è uno sceneggiatore e regista francese.
-Emotivi Anonimi
Francia 2010 - commedia - 80min.
Les aveux de l'innocent (1996)
Tous nos voeux de bonheur (1997)
Madame Dubois - Hôtel Bellevue (1997)
L'amour à vif (1998)
Mauvaises fréquentations (1999)
C'est la vie (2001)
Poids léger (2004)
Je m'appelle Elisabeth (2006)
Maman est folle (2007)
Emotivi Anonimi (Les Émotifs anonymes) (2010) - 2/5
Améris (1961), è uno sceneggiatore e regista francese.
-Emotivi Anonimi
Francia 2010 - commedia - 80min.
Francia. Jean-René (Benoît Poelvoorde), cioccolataio proprietario di una piccola fabbrica artigianale, è iper-motivo, costantemente ansiogeno. Il suo medico gli suggerisce quindi di instaurare una relazione con una donna. L'occasione si presenta con l'assunzione della nuova addetta alle vendite, Angélique (Isabelle Carré), anch'ella iper-emotiva e segreta mastro-cioccolataia, preda di attacchi di panico e svenimenti se oggetto di eccessive attenzioni da parte di altri e frequentatrice assidua del circolo degli emotivi anonimi. Fra i due scocca la scintilla.
Chi ricorda Benoît Poelvoorde solamente per il suo esordio del 1992 Il Cameraman e l'Assassino, che egli stesso aveva co-diretto assieme aRémy Belvaux (1966-2006) e André Bonzel, farà effetto scoprire il suo talento comico in questa commedia molto francese, tutta canzoncine e sorrisini, diretta da Jean-Pierre Améris, iper-emotivo che ha riversato molto del proprio vissuto nel tratteggio delle psicologie traballanti dei due protagonisti.
Un film svelto, conciso, prevedibile nel suo sviluppo da favola romantica, che non si discosta mai da binari già noti e sfrutta i topoi classici di questo genere di produzioni: equivoci, doti nascoste dei personaggi che emergono durante il corso della narrazione, personaggi di contorno più utili a fare numero che a fornire spunti narrativi interessanti. La pellicola, di cui raccomando la visione in lingua originale, sicuramente più incisiva di quella doppiata (le parti cantate comunque sono rimaste quelle originali), procede fra gag più o meno riuscite e sviluppi più o meno divertenti fino allo scontato finale. Tutto si regge sull'affiatamento dei due attori protagonisti e sulla loro mimica.
Se è vero che da una commedia sentimentale è forse illecito aspettarsi una trama particolarmente elaborata, più discutibile è l'approccio registico all'insegna dell'astrazione, del surrealismo, della programmatica scarsa attinenza alla realtà della vicenda che appare un po' fuori dal tempo e dallo spazio, depotenziando un tema che invece sarebbe stato interessante da approfondire nei suoi contesti concreti, soprattutto in virtù del fatto che si tratta di un disagio poco conosciuto e trattato al cinema, di cui il regista e la stessa attrice Isabelle Carré hanno sofferto in gioventù.
Rimane un vacuo passatempo, accompagnato da una gradevole colonna sonora fra cui spicca un'Oci Ciornie cantata in scena da Poelvoorde.
Superfluo.
Voto: 2/5
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