E' un finto documentario ambientato negli anni Trenta a N.Y. su Leonard Zelig, ebreo, che ha sviluppato la capacità incredibile di trasformarsi in qualunque tipo di individuo gli si pari davanti; gli scienziati che studiano il caso interpretano il comportamento di Zelig come un meccanismo psicologico per cercare di essere accettato dalla comunità. La dottoressa che si occupa di lui, Eudora Fletcher (Mia Farrow), riuscirà a curarlo e lo sposerà. Tutta la vicenda è raccontata da una voce narrante stile documentario televisivo, con tanto di finti spezzoni d'epoca e intervista a personalità intellettuali nella parte di loro medesimi.
E' il film più originale di Allen, un capolavoro di tecnica: grazie agli ottimi effetti speciali e ad un montaggio strepitoso la ricostruzione storica è credibilissima. E' un film abbastanza complesso, che non si capisce bene dove voglia andare a parare: forse è la storia della difficoltà di integrazione degli ebrei nella società americana?
Il sospetto è che sia più che altro un'esibizione del genio egomaniaco del regista e della sua traboccante inventiva. Al limite dell'esercizio di stile, è un film da prendere o lasciare.
Voto: 3/5
Idea geniale, ma non mi ha mai fatto impazzire.
RispondiEliminaConcordo.
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